Storia

La morte di Gesù e il mistero della Croce

Secondo il teologo svedese Gunnar Samuelsson la Croce cristiana era un palo

Gunnar Samuelsson, teologo dell’Università di Göteborg (Svezia), sostiene che la croce dove morì Cristo era in realtà un palo. Secondo lo studioso, infatti, l’adozione del simbolo del cristianesimo deriverebbe da una interpretazione della Bibbia non propriamente corretta. Nel testo sacro – afferma Samuelsson – si parla di “stauròs” (parola greca che può indicare il termine “palo”) quando ci si riferisce al patibolo di Gesù, ma non sono riportati vocaboli che possano far pensare direttamente alla crocifissione o all’utilizzo di chiodi.

Il teologo sostiene, poi, che nei testi antichi delle letterature greca, latina ed ebraica – dall’epoca di Omero fino al primo secolo D.C. – sono descritti diversi metodi di punizione, di cui alcuni per sospensione, ma anche in questo caso non vengono citate “croci” o “crocifissioni”.

Samuelsson, che tutto è tranne che un ateo, suggerisce di leggere i testi così come sono e tiene a puntualizzare che le proprie dichiarazioni sono vicine al cuore della sua fede di cristiano:

Questo è il centro del problema. Il testo della passione non è così preciso e pieno di informazioni come noi cristiani vorremmo che sia. Se sei alla ricerca di testi che descrivono l’atto di inchiodare le persone a una croce non li troverai da nessuna parte se non nei Vangeli. […] Che un uomo chiamato Gesù sia vissuto in quella parte del mondo e a quei tempi è ben documentato. Lasciò anche un segno notevole nella letteratura del tempo. Io credo che quell’uomo citato nei testi sia il figlio di Dio. Non reputo che i cristiani debbano respingere o dubitare dei testi sacri.

In realtà della questione riguardante la morte di Gesù “crocifisso” oppure sospeso su un palo si parla da tempo e alcune confessioni ritengono che la parola contenuta nei testi sacri sia da riferire a questa seconda ipotesi e che il culto della croce fu introdotto molto tempo dopo dall’imperatore Costantino.