Quando i bianchi americani uccidevano così come l’ISIS – Il Quorum
Storia

Quando i bianchi americani uccidevano così come l’ISIS

Jesse Washington , storia di un linciaggio di inizio ‘900

Hanno bruciato un uomo vivo in una gabbia di ferro, e mentre lui urlava e si contorceva in agonia in quell’inferno hanno fatto uno spot della sua morte.

Dopo aver ascoltato un telegiornale dopo l’altro, dove giustamente si condannava la barbara uccisione del pilota dell’aeronautica giordana Muath al-Kasaesbeh da parte dell’ISIS, non riuscivo a dormire. La mia mente continuava a rovistare nel passato cercando di recuperare una fotografia che vagamente ricordavo; che avevo visto tempo fa negli archivi di una biblioteca di un college in Texas.

All’improvviso, verso le due del mattino, l’immagine si è materializzata nella mia testa. Ho percorso velocemente il corridoio fino al mio computer e ho digitato: Waco, Texas. Linciaggio“.

Quindi, eccolo: il cadavere carbonizzato di un giovane uomo di colore, legato ad un albero nel cuore del Texas. Accanto al corpo bruciato, uomini bianchi sorridono apertamente; hanno posti in prima fila per meglio gustare lo spettacolo della morte.

Uno di loro ha inviato una foto-cartolina a casa: Questo è il barbeque che abbiamo fatto la scorsa notte. Sono quello a sinistra con una croce sopra. Vostro figlio, Joe“.

Il nome della vittima era Jesse Washington. L’anno era il 1916.

L’America avrebbe combattuto in seguito in Europa “per rendere il mondo più sicuro per la democrazia“. Mio padre aveva dodici anni, mia madre otto.

Io sarei nato 18 anni più tardi, in un momento storico in cui i bianchi locali parlavano ancora dell’esecuzione di quel giovane nero, come fosse accaduta il giorno prima. Non eravamo nell’Europa medievale. Non ai tempi dell’Inquisizione. Non vi era un eretico bruciato sul rogo da qualche autorità ecclesiastica del Vecchio Mondo. Eravamo in Texas, e le persone bianche ritratte in quella fotografia erano contadini, operai, commercianti, alcuni dei quali rispettabili praticanti di chiese locali, cittadini della città di Waco e dintorni.

Ecco la fotografiaDate un’occhiata al corpo irrigidito di Jesse Washington legato all’albero. Era stato condannato a morte per l’omicidio di una donna bianca. Nessun testimone aveva assistito al reato; lui avrebbe confessato, ma la verità delle accuse non fu mai veramente accertata. La giuria impiegò solamente quattro minuti per restituire un verdetto di colpevolezzae non ci fu appello, nessuna difesa e neppure il tempo del carcere.

La folla lo trascinò fuori. Il ragazzo venne inchiodato a terra, e gli furono tagliati i testicoli.

Quindi tutti quei bianchi accesero un falò e per due oresollevarono e abbassarono Jesse Washington vivo – sopra le fiamme. Ancora, ancora e ancora.

I funzionari della città e gli agenti di polizia osservavano con approvazione, mentre minuto dopo minuto la folla aumentava fino a raggiungere le 15.000 persone. Persone che insultavano, applaudivano e ridevano. Descritte dai reporters, come: grida di gioia”.

Quando le fiamme si spensero, il corpo di Jesse Washington venne fatto a pezzi e i pezzi venduti come souvenir.

La festa era finita.

Molti anni più tardi, da giovane, visitai l’Università di Waco. Mi era stato offerto un posto come insegnante . Mi sedetti all’interno della Biblioteca della scuola, una delle più belle in America, contenente non solo le opere di Robert e Elizabeth Barrett Browning, i poeti vittoriani tanto acclamati, ma una vera e propria opera architettonica con vetrate, colonne di marmo e soffitti eleganti pari solamente a quelli della biblioteca Laurenziana di Michelangelo a Firenze.

Seduto in quel luogo, trovai difficile conciliare la bellezza e la tranquillità che mi circondavano, con la fotografia che mi era stata mostrata poco prima da un uomo di nome Harry Provence, editore del giornale locale.

Vedendola, mi resi conto delle torture inflitte al povero Jesse Washington… anche da studenti della sua età. Nel 1905, quando un altro uomo di colore venne linciato, sempre a Waco, il Preside dell’Università di Baylor divenne il leader del movimento antilinciaggio. Ma quei brutti ricordi ancora dividono la città.

Jesse Washington era solo un uomo di colore e morì in maniera atroce per mano degli squadroni della morte bianca. Tra il 1882 e il 1968 – il 1968! vi furono 4.743 linciaggi negli Stati Uniti. Circa un quarto delle vittime erano dei  bianchi, molti dei quali uccisi solamente per aver “osato” simpatizzare con dei neri.

Mio padre, conservò la memoria di quella morte, la foto di Jesse Washington linciato dalla folla, chiusa in un cassetto.

Ora, è stato difficile tornare a dormire la notte che abbiamo appreso la notizia della fine orrenda riservata al pilota giordano.

“L’ISIS… siano maledetti! Ho urlato”. Ma un attimo dopo non potevo fare a meno di pensare ai nostri barbari. Quelli devoti, della porta accanto. Cresciuti in casa. I nostri vicini, amici e parenti. Gente come noi.

B. Moyers