Scienza

Inquinamento luminoso, un mondo senza stelle

la ricerca pubblicata su Science Advances parla chiaro: in oltre l’80% del pianeta, a causa dell’inquinamento luminoso, è impossibile vedere la Via Lattea.

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, se qualcuno avesse in mente al giorno d’oggi di fare un viaggio dantesco, si tolga dalla testa di poter uscire e vedere gli astri, la ricerca pubblicata su Science Advances parla chiaro: in oltre l’80% del pianeta, a causa dell’inquinamento luminoso, è impossibile vedere la Via Lattea. La situazione è ancora più drastica in zone come Europa e Usa, dove circa nel 70% delle aree è impossibile avere una visione buona della nostra galassia.

Il nuovo atlante del cielo è stato composto con oltre 35,000 osservazioni terrestri combinate con le immagini satellitari arrivate dallo spazio: il team aveva cominciato il lavoro dal 2001, e quello di oggi è solo un aggiornamento delle prime rilevazioni.

I nove ricercatori che hanno lavorato al progetto sono per un terzo italiani; proprio il nostro Paese presenta le percentuali più severe quanto a inquinamento luminoso. L’Italia si piazza al primo posto tra tutti le nazioni del G20.

Le zone meno inquinate del pianeta, in cui è possibile godere di una buona visione del cielo notturno sono in Africa, territori del Ciad, Madagascar e Repubblica Centrafricana.

Fabio Falchi, ricercatore del centro ISTIL (L’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminoso), ha commentato il rilascio del sondaggio preoccupandosi non solo dell’aspetto scientifico della vicenda che ha ricadute in campi svariati come l’astronomia e l’ecologia. L’uomo, perdendo di vista il cielo notturno, perde una delle più grandi fucine d’ispirazione: “Abbiamo perso la connessione con le nostre radici, della letteratura, della filosofia, della scienza”.

Le sconfitte non sono solamente culturali: anche il passaggio al LED, considerato come risolutivo da alcuni, ha piuttosto peggiorato le conseguenze di questo forte inquinamento luminoso.

Gli effetti di questa contaminazione sono pericolosi per la salute, ad esempio sulla produzione di melatonina nell’essere umano; altro ripercussione è l’aumento del fattore di rischio per la miopia precoce (nei bambini).

Per le piante i rischi sono collegati a vari fattori: nella flora i fotorecettori vengono disturbati e alterati dalla luce notturna anomala e molto forte.

Le leggi dei singoli paesi devono fare in modo di prevenire questo tipo di inquinamento, creando magari dei veri e proprio piani nazionali sulla luminosità: la Slovenia è una delle nazioni che da anni punta su leggi del genere.

Ad oggi in Italia la competenza per legiferare in materia spetta alle regioni, associazioni come l’Unione Astrofili Italiani dagli anni ’90 si batte per avere un piano regolatore nazionale.

Gli astronomi e astrofili hanno subito una beffa ulteriore con l’introduzione del LED, che a causa del loro spettro d’emissione intralcia moltissimo l’attività scientifica.

Numerosi studi fatti sull’illuminazione pubblica mostrano come oltre il 30% della luce viene dispersa verso l’alto e non riesce a irradiare correttamente le strade: anche su questo si possono fare molti passi avanti e numerose personalità di spicco per anni si sono battute per trovare soluzioni adeguate al problema, Margherita Hack per anni ha lottato contro questa forma dannosa di illuminazione.

L’UNESCO, attraverso l’iniziativa Starlight, da anni cerca di divulgare l’osservazione notturna del cielo come un valore fondamentale, sviluppando parallelamente azioni per intervenire nelle leggi dei Paesi. Il coordinatore Cipriano Marin ha commentato così i dati aggiornati: “Il nuovo atlante è il più efficace mezzo per avere consapevolezza dell’impatto dell’inquinamento luminoso nel mondo. Esso è fondamentale nel permettere alla gente, ai politici, agli amministratori, ai ricercatori e all’industria di affrontare questa sfida globale. L’inquinamento luminoso ha rescisso il legame con il cielo stellato che aveva accompagnato l’umanità dalle sue origini, oltre ad avere ripercussioni ambientali e sulla salute”.

Il mondo è ormai segnato da varie problematiche legate all’inquinamento, come spesso vi raccontiamo, le generazioni che verranno saranno sicuramente più consapevoli dei problemi legati al rapporto tra noi e il nostro pianeta ma ad oggi 3 italiani su 4 non possono osservare la volta stellata contemplata da Dante.

Gianluigi Marsibilio

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