Scienza

Benvenuti nell’era dell’astronomia gravitazionale

Nuova rilevazione delle onde gravitazionali. Nella giornata di ieri è giunta la conferma di un’osservazione avvenuta alle ore 3:38:53 UTC del 26 dicembre 2015, grazie ad una fusione di buchi neri

È arrivata l’era dell’astronomia gravitazionale; dopo la rilevazione di metà settembre, svelata nella conferenza LIGO-VIRGO a febbraio, nella giornata di ieri è giunta la conferma di una nuova osservazione: alle ore 3:38:53 UTC del 26 dicembre 2015, grazie ad una fusione di buchi neri che risale ad 1,4 miliardi di anni fa, sono state registrate per la seconda volta le onde gravitazionali.

Physical Rewiew Letter ha pubblicato lo studio, esattamente come nel caso della prima osservazione, l’INFN ha confermato che con questa nuova misurazione non c’è dubbio: “Siamo nell’era dell’astronomia gravitazionale”.

NELL’ERA DELL’ASTRONOMIA GRAVITAZIONALE – I buchi neri che hanno spiraleggiato l’uno attorno all’altro avevano rispettivamente proporzioni di 14 e 8 masse solari e hanno formato, dopo la fusione, un oggetto di 21 masse solari.

Fulvio Ricci, che aveva già illustrato nella conferenza di febbraio l’importanza della scoperta, ha parlato così della nuova rilevazione: “Questo secondo evento ha caratteristiche sensibilmente diverse dal primo, èinfatti generato da buchi neri più leggeri di quelli del precedente segnale. Noi siamo stati in grado di seguirne l’evoluzione per più tempo: questo ci ha consentito di caratterizzare bene il sistema, nonostante il rapporto tra il segnale e il rumore di fondo fosse di minore intensità. La caccia ai segnali generati da sistemi binari di buchi neri si è anche arricchita di un terzo evento, più debole degli altri due e quindi con una probabilità più elevata che possa essere una falsa rilevazione. Tuttavia, anche in questo caso, attribuendo a questo terzo evento un significato astrofisico, saremmo di fronte a un terzo sistema di buchi neri, che è collassato a formare un buco nero finale. Nella sostanza stiamo intravedendo l’esistenza di un’intera popolazione di buchi neri, le cui caratteristiche saranno ben presto svelate nelle prossime fasi di presa dati degli interferometri avanzati”.

L’ESPERIMENTO LIGO – All’esperimento scientifico LIGO collaborano oltre 1000 scienziati, il costo totale degli strumenti supera il miliardo di dollari ed è finanziato principalmente dall’NSF (National Science Foundation); il prossimo grande passo dell’esperimento sarà nel 2017 e con il completamento di VIRGO a Pisa, i due interferometri saranno, nelle prossime osservazioni, non solo più sensibili ma anche più precisi nella localizzazione degli eventi. La rete di strumenti adatti a cacciare le onde gravitazionali si sta allargando con progetti in via d’approvazione e realizzazione in Giappone e India.

UN MONDO NUOVO – I rilevatori attendono con ansia il passaggio delle prossime onde, i laser sono tenuti sotto controllo dalle centinaia di ricercatori che lavorano al progetto LIGO; gli scienziati sperano di vedere confermata anche l’osservazione del 12 ottobre. Ad oggi ci sentiamo di confermare le parole di Lawrence Krauss, che mesi prima della conferenza congiunta LIGO-VIRGO, aveva parlato dei rumors sulla rilevazione: “Le onde gravitazionali saranno l’astronomia del 21esimo secolo”, un mondo completamente nuovo è stato aperto.

Gianluigi Marsibilio