Intervista ai SOULSPIRYA: “il nostro dogma è la musica, non il business”! – Il Quorum
Musica

Intervista ai SOULSPIRYA: “il nostro dogma è la musica, non il business”!

Sono i Soulspirya, band di talento che ama esplorare i meandri della musica spaziando dal gothic rock, al pop; dall’elettronica alla new wave, ripercorrendo i gloriosi fasti del passato rielaborati in un mix di generi moderno e di rottura. Con un nuovo album in uscita (Mankind)… e tante idee per contrapporsi agli attuali status del music business, Alberto e Nico, ci parlano del loro lavoro, e della loro voglia di trasgressione per sottrarsi all’omologazione e all’appiattimento culturale del nuovo millennio. Una piacevole chiacchierata, con un duo vivace ed intrigante, che vi invitiamo a leggere:

– Abbiamo ascoltato con attenzione il vostro album “Mankind”. Un album dalle molteplici sfaccettature, che rompe gli schemi attuali della musica, riuscendo a riproporre una ricchezza di genere… Cosa potete dirci nel merito?

Ci piace mescolare le varie, se non infinite, sfaccettature che la musica offre. Siamo appassionati e ascoltiamo tantissimi generi, quindi perché non inserire il tutto in ciò che facciamo?

Se il risultato finale ci soddisfa… che sia metal, rock o pop non ha alcuna importanza. Riteniamo che, così facendo, si possano ottenere risultati migliori e si possa offrire al nostro pubblico un sound di più articolato e corposo rispetto a ciò che si ascolta normalmente in giro.

Cerchiamo, in pratica, di non appiattirci sugli attuali schemi…

– Gothic Rock, pop, elettronica, tocchi di new-wave… Forse, unicamente negli anni ’80 si è avuta tanta varietà… e nel vostro album si percepisce questo mix. Un tentativo di riaprire gli orizzonti musicali e dare nuovo respiro alla musica?

Diciamo un tentativo di essere se stessi… sicuramente gli anni ’80 hanno influenzato il nostro modo di considerare la musica, però riteniamo che, in generale, fino ai primi anni 2000 la musica ha avuto una espressività e varietà di genere… Allora, c’era spazio per tutti, poca omologazione. Omologazione che si è condensata in questo ultimo decennio.

Le menti di chi creava e di chi ascoltava musica, fino a qualche anno fa, erano molto più aperte, e meno confinate dentro una tendenza specifica o una ristretta moda. Ora è tutto più limitato, non si riesce più ad uscire da certi canoni… ma noi dobbiamo fare la nostra parte. Ribellarci all’omologazione!

Cosa che dovrebbero fare, in primis, le band famose a livello internazionale…

Dove sono finite le rock band capaci di trasgredire? Che non si preoccupano di compiacere al mercato?!..

– Per una band che volesse provarci… è difficile oggi poter ridare “colore” e vivacità alla musica?

Lo puoi fare, ma lo fai per te stesso; solo ed esclusivamente per te stesso!

Attualmente, non c’è più molto spazio per chi vuole creare qualcosa di nuovo, di genuino.

Questa fase storica prevede che tu debba seguire la corrente…. inserirti in un determinato target; in un mercato usa e getta.

Cercare di creare qualcosa di innovativo, che riesca a spezzare questa catena, è molto difficile. Lo è anche per noi, perché le influenze del mainstream musicale sono forti, a volti martellanti.

Nonostante questo dobbiamo in qualche modo, tenere botta! Resistere! 

– Da un lato un sound ricco e variegato, dall’altra testi asciutti e taglienti… quasi una sintesi dell’attuale società… cosa ne pensate?

I testi delle nostre canzoni rispecchiano ciò che percepiamo intorno a noi. Da una parte abbiamo l’evoluzione di una società multietnica, variegata; dall’altra vi è un notevole appiattimento a livello culturale.

Viviamo in una società al quanto contradittoria.

– Negli ultimi anni la musica italiana ha saputo esprimere fenomeni commerciali da un lato, mentre dall’altro l’alternativa è l'”Indie”… Vera indipendenza musicale… o due espressioni della stessa medaglia?

L’alternativa c’è sempre, per fortuna!

Buone idee, buone band esistono e sono anche parecchie. Il problema è che l’ascoltatore non ha più la voglia, la volontà, di ricercare… così come si faceva nel passato…

Quindi il lato migliore della musica rimane nascosto in un limbo dal quale non riesce ad emergere, ma sarebbe alla portata di tutti.

Esiste… basta saperlo cercare.

– La formula dei Soulspirya per uscire dall’appiattimento musicale degli ultimi anni?

Non arrendersi mai! Sforzarsi di fare ciò che piace veramente e non fare ciò che il mercato richiede.

L’arte dovrebbe prescindere dal business.

Denaro e successo ben vengano, sia chiaro… Ma prima di tutto deve piacerti quello che fai… Vendere dischi deve essere una positiva conseguenza, non il dogma iniziale.

– Progetti per il futuro…

Ci piacerebbe molto andare a suonare oltreoceano, stiamo valutando pian piano la cosa perché non è semplice improntare un’avventura così ambiziosa. Ma ci stiamo lavorando.

… e speriamo!