Startàppati – Intervista a Gabriele Valli – Il Quorum
INTERVISTE

Startàppati – Intervista a Gabriele Valli

Itinerari di viaggio per la tua Startup

Abbiamo incontrato a Roma Gabriele Valli, “startupper” di professione e autore di un libro che ci ha incuriositi: “Startàppati – itinerari di viaggio per la tua startup”. Un libro che con un linguaggio semplice ed informale propone ai lettori e a tutti gli interessati un percorso per misurare il proprio successo. Idee, spunti, consigli per poter avviare la propria startup e vincere la sfida con il mercato, o – quantomeno – come dice Gabriele, vincere la sfida con se stessi.

– Gabriele, raccontaci chi sei…

Sono un imprenditore, che investe fondamentalmente nelle idee e un papà di cinque figli.

– Quando sei partito per il tuo viaggio?

La mia avventura è iniziata quando ero molto giovane negli Stati Uniti, alla Walt Disney. Rientrato in Italia ho voluto subito mettere a frutto quell’esperienza per vedere se fosse possibile anche da noi imprendere sulle idee. Tra l’altro noi italiani, in quanto a immaginazione non siamo inferiori a nessuno, anzi… Abbiamo più creatività di tutti, quindi ho pensato che questa potesse essere la mia strada da percorrere.

– Come ti sei mosso agli esordi?

Cazzeggiando, direi! Avevo poco più di vent’anni, e con i miei amici abbiamo incominciato a sviluppare semplici prodotti di design. I primi di successo sono stati gli “occhiali parasole” di cartone, dei parasole per proteggere dal calore solare il volante delle automobili che avevano, appunto, la forma degli occhiali. Un’idea talmente semplice da essere diventata di moda e diffusissima. Un successo incredibile.

– Un’idea davvero minimale…

Sì, molte volte il traguardo si raggiunge con idee semplici. Importante non è solamente l’idea di partenza, ma saper interpretare il contesto, capire se quell’idea potrà colmare un bisogno e poi indovinare il tempo giusto. Frequentemente, idee più complesse e geniali falliscono unicamente perché si sono sbagliati o non sono coincisi i tempi.

– La tempistica è dunque fondamentale?

Sì, un’idea valida un mese prima… il mese dopo potrebbe non esserlo più. O perché il mercato nel frattempo è cambiato, o perché qualcun altro ci ha anticipati.

– Secondo te chi volesse avviare la propria startup da cosa dovrebbe partire? I consigli basilari…

Sarebbe fin troppo facile e scontato affermare che l’idea è la prima cosa. Io, invece, vi voglio stupire e dico che l’idea può anche essere sottovalutata, perché la cosa più importante è la capacità realizzativa… senza la quale quell’idea non prenderà mai forma. Come ripeto in Italia siamo molto creativi, le idee non ci mancano, ma quante sono le idee che poi si concretizzano? Ecco, senza la capacità realizzativa tutto va in fumo, anche l’idea più straordinaria.

– Quali sono gli elementi che reputi indispensabili per perseguire l’obiettivo?

Ne potrei identificare 5. Io li definisco le “5C”:

  • Il Cervello, senza il quale non potremmo neppure iniziare il viaggio.
  • Il Cuore, perché la passione è alla base… è il motore che ci spinge ad andare avanti a testa bassa e ci immerge nel progetto facendolo diventare parte di noi.
  • Le Competenze. Per competenze intendo dire che bisogna essere “specialisti/non specialisti”, mi spiego: un buon startupper è quello che ha una conoscenza approfondita di tutto, di ogni aspetto (tecnico, gestionale, umano) ma senza essere uno specialista. Lo specialista vede solo il suo campo, lo startupper di successo ha una visione globale.
  • La Costanza, perché è fondamentale per superare i vari ostacoli durante il cammino.
  • Il Culo, perché senza un po’ di fortuna non si va da nessuna parte.

Ci vogliono questi 5 elementi per portare avanti il proprio progetto! Poi, vorrei sottolineare – e l’ho scritto anche nel mio libro – l’atteggiamento che suggerisce Ignazio di Loyola, fondatore dell’Ordine dei Gesuiti che in riferimento all’esperienza umana parla di Consapevolezza, Spirito d’Iniziativa, Eroismo e Amore. Paroloni forse eccessivi per la nostra epoca così “asciutta”, però aldilà dell’espressione “arcaica” di Loyola, le qualità che lui elenca possono servire allo startupper per trovare il “senso” giusto del proprio agire.

– E quali sono gli errori da non commettere?

Tutti i 7 peccati capitali (ride ndr.). Seriamente ti direi:

  • Non bisogna essere presuntuosi, perché è sempre necessario coltivare il dubbio di quello che si sta facendo, e mantenere uno spirito critico oggettivo.
  • Bisogna evitare le persone sbagliate con le quali collaborare, perché è altresì fondamentale avere buon occhio e sapersi scegliere il team migliore.
  • E’ fondamentale non sbagliare i tempi, come ho già sottolineato.
  • Non ci si deve dedicare al progetto senza convinzione.
  • Non è proficuo intestardirsi o essere mentalmente rigidi.

Quindi, vorrei dare un consiglio ai più giovani, di non affidarsi alle risposte o al conforto professionale che possono trovare intorno a loro da amici o parenti. Bisogna scendere in campo ed affrontare le più dure critiche del mercato e della società. Senza questo confronto non si fa molta strada.

– Gabriele, siamo d’accordo su tutto quanto hai detto finora, però, vorremmo farti una domanda al “veleno” sul nostro Paese. Non trovi che tutti questi buoni propositi siano applicabili esclusivamente in un ambito economico funzionale, non corrotto? La recente cronaca ci parla, purtroppo, di altre cose… crisi, burocrazia, lobbies di potere… Come avere fiducia?

Io non credo che l’Italia sia totalmente “malata” o che tutto sia da buttare via, anzi… Per me molte critiche sono unicamente un alibi. Ritengo che nel nostro Paese si possano fare buone cose esattamente come all’estero, e vi sono delle leggi che tutelano l’imprenditore in misura anche maggiore che non, ad esempio, nei paesi anglosassoni.

Le lobbies sono sempre esistite ed esistono ovunque, anche negli Stati Uniti, a cui abbiamo sempre guardato e guardiamo con riverenza, come ad un’oasi di benessere e sviluppo. Poi, sì abbiamo probabilmente troppe leggi ed una burocrazia che andrebbe in parte snellita, ma io non sono così pessimista sull’Italia.

La vera innovazione, non ha barriere che la possano arrestare o contenere!

– Progetti attuali e progetti futuri?

Attualmente con il mio gruppo (www.katalys.it) stiamo lavorando su progetti di attività formativa, Welcome Network per turisti (portali “pit stop”) e video informativi in “pillole” realizzati per la pubblica amministrazione che hanno lo scopo di sensibilizzare il pubblico su determinate tematiche. L’obiettivo è coinvolgere per attuare un cambiamento.

– Un cambiamento positivo?

Certamente! Io Sono positivo!!!

Ringraziamo Gabriele, e lasciamo il suo studio con una dose di ottimismo in più… Pensandoci bene, anche Il Quorum è una startup, quindi armati di buonumore sfogliamo il suo libro in cerca di ulteriori risposte e suggerimenti utili per il nostro viaggio…

Stefano Campa