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“Senza Storia” e la Storia del PUNK

Nella storia musicale, la nascita del genere Punk, rappresenta un argomento fonte di grande dibattito per comprendere le effettive origini del fenomeno musicale e culturale.

Per molti addetti ai lavori il Punk è nato con i Ramones, per altri a Londra con i Sex Pistols. Altri ancora dicono a Detroit con The Stooges.

Lasciando il dibattito aperto alle varie ipotesi certo è che alla fine degli anni ’70 il PUNK giunge sulla scena mondiale, dirompendo ogni canone conosciuto. Il movimento diviene un vero e proprio modello di stile, sia musicale che estetico, e ne scaturisce un vero e proprio modus vivendi.

Soprattutto in Inghilterra contro la politica della “Lady di Ferro” Margaret Thatcher, prendono vita band dai tratti predominanti e con brani di protesta inneggianti l’anarchia.

In tal senso il Punk diviene espressione disperata di vita, una forma esasperata della musica rock, un urlo contro le regole, non solo immagine fatta di giubbotti chiodati e stracciati, e di creste colorate. Un movimento intenso di ribellione di breve durata che cambia il modo di pensare sia socialmente che musicalmente.

E in Italia?

In Italia il Punk attecchisce con altrettanta forza in un sodalizio strettissimo tanto che ne scaturiscono subito movimenti e gruppi, scene e situazioni che successivamente varcheranno i confini nazionali diffondendosi con successo anche a livello mondiale.

Un universo raccolto e caleidoscopico di band dai forti elementi caratteristici, quali ad esempio: i Decibel (di Enrico Ruggeri), i Kandeggina Gang (di Jo Squillo), i Gaznevada, i Krisma, i Kaos Rock, i Rats, i Luti Chroma, gli Incesti, i Negazione, i Raw Power, ed i più nudi e crudi CCCP.

Band che riescono a mescolare suggestioni punk classiche (velocità e sfrontatezza) ad elementi che variano dal pop al rock, attraversando fasi di sperimentazione (che confluiranno nella New Wave), fino a sonorità più grezze ed urticanti… Di piena rottura, contro ogni schema e contro il sistema.

Tutti elementi che possiamo assaporare, anche, nell’ultima opera Punk Italiana di recente uscita, “Senza Storia” di Gaetano Nicosia, dove la storia del Punk prosegue e rifiorisce con un ulteriore humus creativo, in un omaggio di grande impatto emotivo.

Troviamo infatti in questo album incidenze tipiche del Punk anni ’70, con suoni asfissianti e accelerati, uniti a testi di rottura e controcorrente rispetto al più conforme panorama musicale attuale di origine pop-indie.

Dopo tanto consolidato conformismo ed unitarietà di genere, “Senza Storia” arriva portando con sé qualcosa di diverso che irrompe e ci costringe ad un ascolto diverso fuori dai cliché e dagli stereotipi.

Rielabora e ritrova la forza del MESSAGGIO, della protesta contro il sistema e contro l’uniformità ad un pensiero unico e dominante.

Con “Senza Storia” Gaetano Nicosia non solo ripercorre le origini del Punk, ma ne fa strumento per invitarci a pensare, dando valore alla nostra stessa essenza: “nel mio pensiero io ci sguazzo, se me lo negano resisto, e non mi importa proprio un cazzo (…)”.

Ecco, dunque, che siamo noi gli artefici del nostro destino… così come accade al protagonista di questo concept album – Memo Sami – un batterista paradossalmente sordo… che scopre alla fine del percorso, dopo tanti errori, la capacità di ascoltare il mondo attraverso la propria sensibilità, per ricostruire così la propria storia.

Perché il Punk non è mai morto, anzi…!!!

Stefano Campa