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Je T’aime, il secondo video del progetto musicale Belle Époque

Secondo appuntamento con Belle Époque, ed il nuovo video estratto dal nuovo progetto musicale e visivo di Emanuele Scataglini: parliamo in questo caso di Je T’aime.

LA TRAMA

Emanuele Scataglini ha immaginato di essere un cittadino di Parigi, Messieur Arnould Vanvitell: una sera entra all’Unicorne, un locale di Montmartre e si innamora della ballerina Sophie; assiste allo spettacolo del Grande Rastelli, vede le opere dei grandi, si perde nel vino e nel gioco. La Ville Lumiere lo consuma e al contempo lo fa sentire vivo.

ALCUNE DOMANDE AI PROTAGONISTI:

ERICA MEUCCI:

– Ti sei una danzatrice contemporanea avrai fatto diversi spettacoli hai mai fatto una esperienza di registrazione come nel video Je T’Aime?

Sono una danzatrice contemporanea che ama sperimentare, mi è capitato più volte di essere interprete di video musicali.

Fra i più noti quello di Niccolò Agliardi e Vanessa Incontrada o The Dance of the Living Stones che ha vinto diversi premi internazionali girato al Cretto di Burri in Sicilia. Proprio in questi giorni mi trovo in Valtellina per girare un video musicale dei Kernel Panic, una giovane band di Sondrio. La verità è che ogni esperienza è diversa, bisogna entrare nella visione del regista e ancora prima nelle note del compositore. Ed è sempre un viaggio affascinante.

– Se fossi stata una modella durante la Belle Époque da chi ti saresti fatta ritrarre?

Se fossi stata una modella sicuramente mi sarei fatta ritrarre da Giovanni Boldini, pittore ferrarese che con la sua arte ha voluto celebrare l’universo femminile! Chiamato non a caso Parisien d’Italie, una versione italiana della Belle Époque francese.

SIMONA DANIELE:

– Simona puoi parlarci della tua interpretazione si questo brano? Ci sembra che rispetto agli altri del disco di sia un’ intenzione diversa è così?

Sì, è esattamente così. Ho concepito i brani da me cantati come se fossero dei ritratti musicali nei quali immedesimarsi attraverso la mia interpretazione. Nel caso specifico di questo brano, si tratta per me del momento più intimo e dolce all’interno del disco, ho quindi cercato di esprimere attraverso la mia voce questa intenzione.

CENNI STORICI – LE DONNE DELLA BELLE EPOQUE:

Tra le figure simbolo della Belle Époque vi sono la ballerina, la modella, l’artista del palcoscenico e del circo. Le ballerine dei cabaret furono ritratte da Henri de Toulouse-Lautrec ed anche dall’italiano Giovanni Boldini. Molte di queste sono rimaste anonime ma di altre abbiamo alcuni elementi biografici.

E’ il caso dell’americana circense May Wirth, trovatella vene adottata da una famiglia di circensi che facevano acrobazie equestri e divenne una delle artiste più famose al mondo. L’italiana Cipriana Portner-Folco che si esibiva nella danza acrobatica a cavallo venne scritturata in tutti i più grandi teatri d’Europa.

Nel campo della pittura di sicuro interesse è la storia di Victorine Meurent la giovane musa che ispirò il maestro Monet nel realizzare “La colazione sull’erba” e “l’Olimpia”.
Chi era questa donna? Che ruolo ebbe nella creazione di queste opere d’arte?
Poco sappiamo di lei e molto spesso le notizie sono contraddittorie. Certo è che La Crevette, il gambero, come veniva chiamata Victorine, non era una classica modella dalle forme tonde e armoniose. Aveva i capelli rossi, la pelle molto chiara, e delle lentiggini su un naso pronunciato; era bella sicuramente ma non possedeva una bellezza tradizionale. Per anni i biografi hanno pensato che fosse una prostituta, morta giovane, finita nel vortice dell’alcol, ma oggi le ipotesi più accreditate sono che fosse anch’essa un’artista, musicista e pittrice che in vita ebbe l’onore di esporre proprio al Salone, che aveva rifiutato il grande maestro.
Che non fosse l’amante di Manet lo testimonia il fatto che gli sopravvisse visto che il questi morì a soli 51 anni a causa della sifilide, mentre Victorine arrivò ad una età più avanzata.
La Crevette tentò di avere da Manet il riconoscimento che meritava per il suo ruolo come modella dei suoi quadri più importanti, ma la famiglia del pittore gli negò ogni compenso.
Lei era anticonformista e mostrò a tutta Parigi la sua passione amorosa per la pianista Marie Dufour. L’unione con questa donna fece scandalo e nel sobborgo di Parigi dove si trasferì alla notizia della sua morte, per sfregio, i vicini bruciarono tutti i suoi quadri. Si salvò dal rogo solamente una tela che la ritrae di profilo.

Due sono le modelle di Renoir famose: Suzanne Valadon e Aline Charigot. Con entrambe il pittore intrattenne relazioni amorose. Renoir incontrò Aline Charigot, nel 1879, lei aveva 20 anni lui 40. Si dice che il pittore fosse un grande estimatore di formaggi e che conobbe Aline nel negozio di alimentari di Madame Camille in Rue Saint-Georges. Anche Aline era rossa di capelli ed aveva un fisico perfetto e divenne prima modella, poi amante, ed infine moglie del grande maestro. Gli rimase sempre accanto anche quando l’artista si innamorò di Suzanne Valadon che di umili origini era stata un artista di circo. Dovette abbandonare lo chapiteau a causa di un incidente quando aveva 15 anni. Successivamente si trasferì nel quartiere di Montmartre dove respirò l’aria bohémien. Fu modella non solo di Renoir ma anche di Toulouse Lautrec, ed ebbe una relazione con il musicista Satie.
Giovane partorì Maurice Utrillo che sarebbe diventato anche lui un pittore famoso. All’età di 31 anni si sposò con un ricco borghese e condusse per un certo periodo una vita agiata potendosi dedicare alla pittura senza avere l’assillo di vendere le sue opere. Stanca della vita borghese si innamorò di un giovane amico del figlio, André Utter, e condusse con lui una vita piena di eccessi in compagnia anche di Modigliani. Morì a 73 anni dopo un buon successo come pittrice.

HANNO PARTECIPATO AL PROGETTO

Gabriella Favaro, Simona Daniele, Mitia Maccaferri, Renato Spadari, Marta Pistocchi, Stefano Sergeant, Valentina Sgarbossa, Barbara Rosenberg, Andrea Brunetto, Erica Meucci, Andrea Ferrari, Alice Brizzi, Gabriele Reboni.