Musica

Luca Martelli, la batteria è un’arte

Intervista al batterista dei Litfiba, dei Rossofuoco e degli Atroci…

Per tutti gli amanti della musica, e del rock in particolare, Luca Martelli è un nome noto che rievoca grandi performance; è infatti uno dei batteristi italiani più talentuosi attualmente in attività. Le sue bacchette spopolano soprattutto sul web dove vengono riproposti dai fans i suoi strepitosi assolo. Luca è un ‘grande picchiatore’… martella sul rullante come pochi al mondo sanno fare, un grande musicista di cui si avvalgono gruppi quali i Litfiba, Gli Atroci ed i Rossofuoco.

Un talento che abbiamo avuto il piacere di incontrare e intervistare, ecco cosa ci ha raccontato:

– Ciao Luca, grazie per la disponibilità. Benvenuto su Il Quorum, e sul nostro canale musicale Qube Music! 

Grazie a voi…

– Iniziamo questa chiacchierata facendo un tuffo nel passato, ti faccio un nome, Giulio Capiozzo. Cosa ha rappresentato per te? 

Giulio è stato un secondo padre, oltre a farmi impazzire letteralmente per la batteria mi ha insegnato a vivere la musica in tutti i suoi aspetti. Lui ci teneva che fossi un musicista originale e non una copia di qualche rock star. Passavamo molto tempo insieme, all’epoca andavo a scuola e potevo permettermi di stare con lui delle giornate intere. Molte lezioni erano solo parlate, non toccavamo per niente lo strumento. Mi ha insegnato a farmi rispettare anche a costo di mollare progetti importanti. La musica veniva prima di tutto. Per me è stato e sarà per sempre il migliore amico e musicista che abbia mai incontrato.

– A quanti anni hai iniziato a suonare la batteria?

Non ho iniziato a suonare la batteria ma a rompere i timpani a tutti, picchiavo su qualsiasi cosa con mani e piedi fin da piccolissimo, sono stato una tragedia per i miei genitori, parenti e vicini di casa. La prima batteria l’ho vista a 13 anni ma avevo cominciato a studiare molto prima su  un pezzo di legno; quello era il mio rullante.

– Se non erro i tuoi preferiti sono Bonham, Paice e Moon, perché e quanto sono stati fonte d’ispirazione nella tua formazione artistica?

I miei preferiti erano loro per un motivo ben preciso, erano le uniche videocassette noleggiabili nella videoteca del paese dove abitavo. Amavo guardarli… erano degli animali imbizzarriti che sfogavano la loro passione sulla batteria, questo adoravo di loro. Ora con YouTube posso apprezzare moltissimi altri musicisti, ma l’importante è che sudino molto altrimenti non mi piacciono.

– Attualmente fai parte di tre realtà molto importanti, principalmente per la loro storia, I ROSSOFUOCO E GIORGIO CANALI, GLI ATROCI e i LITFIBA. Andiamo con ordine e raccontaci un po’ come sono nate queste importanti collaborazioni.

Con i Rossofuoco e con Gli Atroci non sono collaborazioni, sono le mie band dove ho scritto gran parte della musica e condivido le decisioni sul da farsi, mentre con i Litfiba ho fatto il tour della trilogia del potere.

Da ogni band sono stato contattato perché avevano sentito parlare di me o mi avevano visto in concerto. Per entrare nei vari gruppi ho dovuto superare un provino. Il più divertente è stato quello con i Rossofuoco. All’epoca mi cacciavano tutti perché picchiavo troppo forte… Quindi durante il primo brano mi trattenni moltissimo, e Canali mi disse: “ma stai scherzando vero? Vuoi menare quel rullante per favore? E da lì è sbocciato l’amore…”

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Foto Credit: Alessandro Morandi

– Ti devo necessariamente chiedere tre aggettivi a testa per Giorgio Canali e Piero Pelù, due personaggi incredibili.

Di Giorgio Canali, direi: punk, geniale e libero.
Piero Pelù lo definirei: rock’n’roll, ineguagliabile e meticoloso.

– Con i Litfiba hai avuto l’arduo compito di “rimpiazzare” il compianto Ringo de Palma, possiamo dire che è andata alla grandissima? Sia a livello strettamente tecnico, sia a livello emozionale?

Non saprei, posso dire che mi sono divertito molto ed è stata un esperienza unica, non conoscevo i Litfiba della trilogia e tantomeno Ringo. Quando mi contattarono Ghigo mi diede dei live dell’epoca e non ascoltai altro per mesi e solo così  ho potuto apprezzare lo stile di De Palma. Molti mi hanno paragonato a lui dicendomi di essere stato un degno sostituto, in realtà ci accomuna molto il fatto di essere due musicisti molto istintivi e di suonare seguendo le proprie emozioni.

– Cambiando discorso e parlando di attualità, Luca, come valuti l’attuale proposta ROCK in Italia? C’è fermento? C’è qualche gruppo emergente che reputi all’altezza?

Rock e Italia sono due parole che non vanno troppo d’accordo. Molte band emergenti scrivono canzoni sempre più tendenti al pop, ma soprattutto con dei testi troppo infantili. Sento sempre citata la parola “amore”. Ma quale amore? Se siamo tutti incazzati come bestie?! Ultimamente ho visto dal vivo gli Afterhours e posso dirti che mi piacciono sempre di più. E poi ci sono i Rossofuoco… Li conosci?

– Della scena internazionale attuale, invece, chi trovi determinante e ad alti livelli?

Attualmente sono fissato con i Rammstein anche se non sono mai stato un grande amante del metal, ma loro sono veramente incredibili. Hanno un sound totalmente originale, sono tutti musicisti strepitosi, scrivono canzoni potenti, testi attuali e divertenti, ma soprattutto sono in grado di realizzare sul palco uno spettacolo unico e straordinario. C’è da imparare tanto!

Un’altra band che mi fa impazzire sono i Nine Inch Nails. Adoro i loro dischi in studio ma soprattutto i live.

– Progetti futuri, prossimi lavori in studio? Cosa bolle in pentola?

C’è il disco nuovo di Giorgio Canali e Rossofuoco da finire. Ci stiamo mettendo una vita ma sarà una cannonata. E tra pochissimo entreremo in studio per il quarto disco de Gli Atroci e poi a seguire la parte più divertente: i concerti! Prevedo un 2015 incasinato, ma ricco di soddisfazioni.

– Cosa vorrebbe fare Luca da grande? La musica è tutto o c’è anche qualche altro sogno nel cassetto?

Diventare il più grande surfista di tutti i tempi! (Ride ndr.)

Grazie per la tua disponibilità ed un ringraziamento da parte mia e da parte di tutto lo staff de Il Quorum.

Luca Ferri