GOTHAM “Pilot” RECAP – Il Quorum
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GOTHAM “Pilot” RECAP

Un progetto interessante, che se manterrà le promesse fatte dal suo creatore potrebbe divenire grande

È stata la serie più chiacchierata e quella che ha attirato su di se odio e amore di fan febbricitanti d’attesa, e questo ancor prima di andare in onda. Alle spalle ha nomi importanti come quello di Brian McKenzie (il Ryan di The O.C.) e uno dei re mida delle serie TV, Bruno Heller, già creatore e showrunner di seguiti e amati serial quali The Mentalist e Roma. Ed infine Prende il nome dalla città difesa dal Cavaliere Oscuro, ma Batman non ne è il protagonista.

Di cosa stiamo parlando? Ovviamente di Gotham.

La serie è il nuovo sforzo della Fox, che in preda alla mania delle trasposizioni fumettistiche televisive ha deciso di compiere un’operazione simile a quella di MARVEL Agents of S.H.I.E.L.D. ed esplorare meglio il background “civile” dell’eroe DC, creando quello che per ora appare come un procedural con spunti molto interessanti e di ottima fattura, miscelando poliziesco e comics, il tutto immerso in tinte dark degne di Batman Begins.

Facciamo riferimento al primo lavoro della trilogia Nolaniana perché, a tutti gli effetti, Gotham attinge audacemente e anche con un po’ di sfacciataggine all’atmosfera cittadina che si respirava nel film. La fotografia, infatti, riprende un forte uso di neri e marroni, dando un risultato eccellente e che richiama nello spettatore la stessa Gotham vista in Begins.

L’aria, in pratica, è quella del già visto, ma nella sua accezione positiva, perché si crea continuità retroattiva che dona qualità allo show.

Qualità che non si ferma solo alle atmosfere e alla fotografia, ma si trova anche in una regia vivace e dinamica e nella buona scrittura dello stesso Heller, che sin da questo Pilot getta solide basi psicologiche per i suoi protagonisti e antagonisti e riesce a creare attesa nel pubblico senza neanche troppo strafare, e anzi raccontando “quasi” la stessa, classica storia dell’uccisione degli Wayne, ma dal punto di vista di Jim Gordon, commissariato e cattivi al seguito.

Gotham è un progetto interessante, che se manterrà le promesse fatte dal suo creatore potrebbe divenire grande. Purtroppo, per ora, come sempre, è ancora troppo presto per giudicare.

C’è, sinceramente, poca carne al fuoco in questo pilot, che è troppo legato alla storia di Wayne. Certo, gli indizi per una grande cospirazione dietro la morte dei genitori di Bruce ci sono, ed è lampante come parte della stagione e forse dell’intera serie in futuro girerà attorno a questo avvenimento, anima principale di ogni opera legata all’Uomo Pipistrello. Ci sono anche i famosi villain dei fumetti, dal Pinguino (il principale nella serie) a Edward Nogma.

C’è voglia di fare, insomma, e di sorprendere. Lo si respira in tutti e quarantotto i minuti di visione. Ma è anche chiaro che l’altra anima, quella procedural, è dietro l’angolo e sgomita per venire fuori, e in merito a quest’ultima bisogna solo aspettare per constatarne un’eventuale bontà, come quella recente di The Blacklist, o la sua inefficacia, ripercorrendo gli errori di The Following.

Luca Ceccotti