Agli italiani non interessa la fantascienza? – Il Quorum
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Agli italiani non interessa la fantascienza?

Il nuovo film di Checco Zalone batte Star Wars e c’è chi dice che italiani e fantastico non vanno d’accordo. Ma sarà vero?

Ci ha messo pochi giorni, ma Quo vado? di Checco Zalone ha battuto ogni record d’incasso, compreso quello di Star Wars il risveglio della forza diretto da J.J. Abrams, nuovo capitolo di una delle più importanti saghe di fantascienza, ideata da George Lucas negli anni ’70.

Subito, c’è stato chi ha detto che è inutile, italiani e fantastico non sono compatibili, forte anche di un articolo comparso sul New York Times secondo cui, ormai, solo in Gran Bretagna sanno raccontare fiabe. Forse ci si dimentica di Hayao Miyazaki e soci da una parte, e di Spielberg e Stan Lee dall’altra; ma non è questo il punto…

Tornando in Italia, unico Paese in cui il record d’incassi del nuovo Star Wars è stato polverizzato da un film indigeno… sarà vero che gli italiani non amano fantascienza, fantasy e dintorni?

Occorre dire, a scanso di equivoci, che il successo di un film come quello di Zalone è dovuto anche ai molti che di solito non vanno al cinema ma che in occasione delle feste natalizie vi si recano, i cinefili abituali si orientano generalmente su altre pellicole.

Ma analizzando a fondo la questione:

– L’Italia è il Paese in cui sono andati in onda più anime giapponesi di genere fantascientifico, a cominciare dagli storici Goldrake e Jeeg robot d’acciaio, che hanno appena festeggiato i quarant’anni.

– In Italia la casa editrice Corno fu pioniera, in tempi non sospetti nella pubblicazione dei supereroi e Bonelli ha proposto vari fumetti di genere, da Dylan Dog a Martin Mystere.

– Nel nostro Paese esiste una delle più longeve collane di narrativa fantastica, la Urania, e una città italiana, Torino, ospita il primo e unico Museo europeo e uno dei pochi Musei mondiali dedicati all’immaginario fantastico, il Mufant in via Reiss Romoli 49 bis.

– In Italia ci sono state e ci sono collane storiche di narrativa dedicata all’immaginario, presso Nord e Fanucci per citarne un paio, e case editrici emergenti come Dunwich e Gainsworth sono interessate a favorire e valorizzare i talenti nostrani che scrivono di fantascienza, fantasy e horror.

Inoltre a vedere Star Wars si era in tanti, così come si è in tanti a partecipare ad eventi in tema, a mettersi in cosplay, ad affollare fiere e convention (a cominciare da una delle più antiche, la Italcon), a vivere la propria passione con dedizione assoluta. Semmai, qui da noi c’è ancora un po’ di lavoro da fare, ma le cose sono migliorate rispetto a qualche anno fa, per far capire che fumetti e fantastico sono cose ‘serie’ – che coinvolgono fino al midollo migliaia di persone anche in età adulta – e non meri hobby di una stagione.

Pertanto se una rondine non fa primavera, un film campione d’incassi che batte la pellicola di fantascienza del momento non è sintomo di scarso interesse per il genere.

In attesa del nuovo capitolo di Star Wars che, a quanto pare, ci farà sospirare fino al 2017…

Elena Romanello