Liang e Zhu: i Romeo e Giulietta della tradizione cinese – Il Quorum
CULTURA

Liang e Zhu: i Romeo e Giulietta della tradizione cinese

Entrambe le leggende narrano di un amore osteggiato che si conclude tragicamente e che riesce a trionfare solo dopo la morte

Narra la leggenda, una delle più celebri della cultura popolare cinese, che nel paese della seta, nel lontano 1600, vivevano due giovani il cui destino finì con l’intrecciarsi tragicamente: Zhu Yingtai e Liang Shanbo erano i loro nomi.

Bellezza e ampia cultura erano i tratti caratteristici di Zhu, fanciulla di nobili origini che, pur di realizzare il suo desiderio più grande, quello di frequentare l’università, allora interdetta alle donne, si travestì da uomo, col beneplacito del padre, e si diresse ad Hangzhou, città nella quale si era avviato anche Liang, giovane letterato di umile discendenza. I due s’incontrarono durante il tragitto e fin da subito scattò fra loro una forte complicità, che li portò a stringere un intenso legame amicale.

Ben presto, però, Liang scoprì la vera identità di Zhu e i due finirono con l’innamorarsi perdutamente.

La notizia della loro unione indispettì il padre di Zhu, che la costrinse a tornare a casa e a fidanzarsi con un giovane del suo rango. Il cuore di Liang, già molto provato dall’assenza dell’amata, non resistette al dolore di saperla promessa in sposa ad un altro e cedette.

La scomparsa di Liang scosse profondamente Zhu, la quale comunicò al padre che si sarebbe sposata solo se lui le avesse consentito di passare, prima dell’inizio della cerimonia, accanto alla tomba di quello che era stato e che sarebbe rimasto per sempre il suo unico amore. Pur di vederla sposata, il padre acconsentì alla richiesta della figlia e così Zhu si ritrovò a versar lacrime sul sepolcro di Liang prima del suo matrimonio.

Mentre la futura sposa piangeva, accade, all’improvviso, una cosa del tutto imprevedibile ed inaspettata: la tomba si aprì e Zhu, senza esitare un attimo, si lasciò cadere dentro, davanti agli occhi esterrefatti del padre. Il sepolcro si richiuse immediatamente dopo per poi riaprirsi nuovamente onde permettere a due farfalle di levarsi in volo. Si trattava delle anime di Zhu e Liang, che, dopo aver danzato sinuosamente nell’aria, si allontanarono e scomparvero all’orizzonte per sempre.

Finalmente libere di amarsi per l’eternità, come Romeo e Giulietta. Perché di Romeo e Giulietta, Zhu e Liang sono il “corrispettivo orientale”. Entrambe le leggende narrano, infatti, di un amore osteggiato che si conclude tragicamente e che riesce a trionfare solo dopo la morte. Ambedue, inoltre, sono conosciute – seppure in misura differente – quasi in tutto il mondo e sono state rappresentate in film, balletti ed opere.

La linea immaginaria che unisce la storia d’amore dei due giovani cinesi a quella dei due giovani veneti ha preso la forma di un’ “intesa” nel 2005, quando la città di Ningbo e quella di Verona hanno firmato un accordo di gemellaggio: in seguito allo stesso, Verona ha donato una copia della statua di Giulietta alla città cinese, la quale ha ricambiato donandole, a sua volta, una copia della statua di Liang e Zhu che il comune veronese ha deciso di collocare all’ingresso della tomba della Capuleti.

L’originale della statua dei “butterfly lovers” campeggia all’interno del parco loro dedicato a Ningbo, dove ogni anno migliaia di coppie cinesi si recano a “benedire” la loro unione nella romantica speranza di renderla eterna.

La popolarità, in patria, della leggenda “Liangzhu” è dovuta, in realtà, non soltanto alla struggente storia d’amore che racconta, ma anche ai riferimenti storici, culturali e filosofici che contiene, i quali ne fanno un patrimonio prezioso da preservare.

Non a caso Ningbo ha chiesto all’UNESCO di riconoscerla quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità: non materiale in quanto la storia dei due sfortunati innamorati è quasi sempre stata tramandata solo oralmente e, senza le opportune misure atte a tutelarla, rischia di scomparire.

Cosa che tutti gli innamorati – cinesi e non -, e non solo gli innamorati di una persona ma anche gli innamorati della cultura, si augurano non avverrà, consapevoli della circostanza che smarrire parte della tradizione di un paese, inclusa quella popolare, è un po’ come perdere un pezzetto di se stessi.

“Le passioni violente hanno violenta fine e si dissolvono nel loro trionfo, come fuoco e polvere si annientano al primo bacio”.

Dalila Giglio