Interstellar – Il Quorum
Cinema ENTERTAINMENT

Interstellar

Utili nozioni e semplificazioni, tra scienza e fantascienza, da leggere magari prima di vedere il film

Dal regista Christopher Nolan (la serie di “The Dark Knight”, “Inception”), Interstellar è il racconto di quando i nostri giorni sulla Terra stanno per giungere al termine e un team di esploratori dà il via alla missione più importante nella storia dell’uomo: un viaggio attraverso la galassia per scoprire se l’uomo potrà avere un posto altrove, tra le stelle.


Vede come interpreti il premio Oscar Matthew McConaughey (“Dallas Buyers Club”), il premio Oscar Anne Hathaway (“Les Miserables”), la candidata all’Oscar Jessica Chastain (“Zero Dark Thirty”), Bill Irwin (“Rachel Getting Married”), il premio Oscar Ellen Burstyn (“Alice Doesn’t Live Here Anymore”) ed il premio Oscar Michael Caine (“Le regole della casa del sidro”). Il cast principale include anche Wes Bentley, Casey Affleck, David Gyasi, Mackenzie Foy e Topher Grace.
Il team creativo dietro la macchina da presa del film di Nolan, è stato guidato dal direttore della fotografia Hoyte Van Hoytema (“Her”), lo scenografo candidato all’Oscar Nathan Crowley (“The Dark Knight”), il montatore candidato all’Oscar Lee Smith (“The Dark Knight”) e la costumista candidata all’Oscar Mary Zophres (“Il Grinta”). La colonna sonora è stata composta dal premio Oscar Hans Zimmer (la trilogia di “The Dark Knight” “Il Re leone”).

Kip Thorne

La vicenda di Interstellar si ispira alle teorie scientifiche di Kip Thorne, un fisico teoretico specializzato in studi gravitazionali e astrofisici alla California Institute of Technology, che ha collaborato come consulente al film. È conosciuto soprattutto per le teorie riguardo alla possibilità di viaggi nel tempo tramite cunicoli spazio-temporali. Ha inoltre cercato di applicare la teoria delle p-brane (oggetto proveniente dalla teoria delle stringhe) ai buchi neri. Nel 1984 ha fondato il progetto LIGO per la ricerca delle onde gravitazionali.

È anche un fautore delle teorie riguardanti l’esistenza della materia esotica antigravitazionale, elemento che potrebbe far aprire cunicoli spazio-temporali. Ha collaborato con fisici come Stephen Hawking e John Wheleer. Ha scritto il saggio di divulgazione scientifica Black Holes and Time Warps: Einstein’s Outrageous Legacy.

“Piegare lo spazio”

Piegare lo spazio-tempo è un concetto introdotto da Einstein nella relatività generale, lui per primo scopri che il tessuto spazio-temporale visto nelle sue 4 dimensioni (3 spaziali e 1 temporale) si “incurva” in presenza di corpi massicci producendo l’ effetto gravitazionale, nello stesso modo che si incurverebbe un tappeto elastico se tu ponessi al di sopra un peso di 500 kg. Fino a quel momento si immaginava lo spazio come statico e immutabile.

I buchi neri

Nella relatività generale si definisce buco nero una regione dello spazio-tempo con un campo gravitazionale così forte e intenso che nulla al suo interno può sfuggire all’esterno.

Sono una conseguenza matematica delle stesse equazioni della relatività. Riprendendo l’esempio del tappeto: sostituendo il peso di 500 kg con uno di 100.000 kg il tappeto si piegherà talmente tanto da formare una cavita quasi infinità di conseguenza la forza gravitazionale diventerà “quasi” infinita, talmente elevata da incurvare anche la luce che le passa accanto.

Wormhole

Un ponte di Einstein-Rosen o cunicolo spazio-temporale, detto anche wormhole è una ipotetica “scorciatoia” da un punto dell’universo a un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale.

Ad esempio: si immagini una montagna come se fosse lo spazio ed ai due estremi due squadre di muratori pronti a bucare la montagna per incontrsi nel mezzo “unendosi”. Analogamente un warmhole sarebbe in grado di creare scorciatoie nello spazio-tempo per raggiungere punti nello spazio distanti milioni di anni luce in pochi istanti. (Nei buchi bianchi invece nessun oggetto può entrare, quindi la materia circostante verrebbe allontanata a velocità ed energia mostruose; anche l’esistenza di questo oggetto è solamente ipotizzato).

Si sa che i wormhole sono possibili nell’ambito della relatività generale, ma la possibilità fisica è incerta e inoltre non si sa se la teoria della gravità quantistica permetterebbe l’esistenza di questi fenomeni.

Tesseract o ipercubo

Il termine “tesseract”, riferito alla realtà spaziale in cui vive l’uomo, è stato coniato e usato per la prima volta da Hinton nel 1888 nel suo libro Una nuova era del pensiero. L’ipercubo è una forma geometrica regolare immersa in uno spazio di quattro o più dimensioni. In pratica Il tesseract si può sviluppare in 8 cubi, proprio come un cubo si può sviluppare in 6 quadrati.

Il paradosso del nonno

Il paradosso del nonno è stato molto utilizzato, in letteratura e nel cinema, per dimostrare che i viaggi nel tempo sono impossibili. Suppone che un nipote torni indietro nel tempo e uccida suo nonno prima che incontri sua nonna, dunque prima che potessero sposarsi ed avere discendenza. Se ciò fosse possibile, il nipote non sarebbe mai potuto nascere, dunque non sarebbe mai potuto tornare a ritroso nel tempo ed uccidere suo nonno; il paradosso ruota intorno alla veridicità circa il fatto se il nipote ha viaggiato indietro nel tempo o meno. Sono state proposte alcune ipotesi per risolvere la contraddizione non solo di questo paradosso, ma di tutti quelli derivanti da viaggi nel tempo. Ad esempio secondo la teoria del multiverso questo paradosso non è una contraddizione, perché ogni “interferenza” col passato produrrebbe le sue conseguenze solo in un universo parallelo nel quale la storia evolve in maniera diversa.
Massimo Lanzaro