Psicologia e Sociologia

Selfie: narcisismo versione 2.0

Molti esperti ritengono che l’aumentata richiesta di interventi estetici sia dovuta in parte alla nuova moda del Selfie, allo sguardo critico degli utenti che si vedono sempre più spesso “non perfetti”

“Dobbiamo utilizzare il tempo come uno strumento, non come un divano”.

John Fitzgerald Kennedy

È un vero e proprio boom. La Selfie-mania ha contagiato tutti, dai divi di Hollywood alle persone comuni. Ormai siamo nell’epoca della condivisione e la componente narcisistica dell’essere umano, unita all’avvento e alla diffusione di tablet e smartphone, ha moltiplicato esponenzialmente la realizzazione e la diffusione su tutti i social network di quello che un tempo era l’autoscatto.

Il narcisismo altro non è che un disturbo della personalità caratterizzato da bisogno di ammirazione eccessiva e mancanza di empatia verso gli altri, che si accompagna a un senso di superiorità. Nei casi più estremi si può anche arrivare a svolgere alcune attività, come ad esempio un lancio col paracadute, non per la passione di farlo ma solo perché allettati dall’idea del figurone sui social quando si condividerà l’esperienza. Voglia e desiderio molesto di accettazione, sia caratteriale che fisico.

Studi di esperti californiani hanno riscontrato che gli utenti di Facebook che utilizzano il social per postare selfie e aggiornamenti di stato hanno un’alta percentuale di narcisismo nei test effettuati. Proprio da tali studi potrebbe derivare un intricato rapporto con la propria immagine: “I social network – spiegano gli studiosi – hanno creato nuovi complessi estetici e un occhio molto più severo verso la propria immagine, perché chi usa tali mezzi ritiene che il primo impatto visivo sia fondamentale per fare amicizia, intraprendere relazioni romantiche o per motivi professionali”.

Tale concezione del proprio “Io” rischia di compromettere la stabilità psico-fisica sotto l’aspetto della socializzazione e la relazione con il mondo esterno: nell’ultimo anno le richieste di rinoplastica sono aumentate del 10%, quelle di trapianto dei capelli del 7% e quelle di lifting del 6%. Molti esperti ritengono che tali aumenti siano proprio dovuti alla nuova moda del Selfie, allo sguardo critico degli utenti che si vedono sempre più spesso “non perfetti”.

Altra caratteristica legata alla nuova tendenza sembra ricollegarsi come sintomo di gravi carenze di autostima: L’American Psychological Association ha addirittura dato un nome a questa nuova patologia, “Selfitis”. Gli psicologi dell’APA hanno riscontrato nei soggetti analizzati un bisogno quasi ossessivo di scattare foto per poterle diffondere nel web, desiderosi di giudizi e commenti.

Una riflessione è d’obbligo. Dato che si stanno riscontrando anche conseguenze patologiche, forse sarebbe necessario guardarsi un istante dentro e non solo nell’obiettivo della fotocamera o dello smartphone: proviamo a spegnerlo il cellulare e lasciamoci coinvolgere dalle sensazioni, dai colori, dall’amore, dalla famiglia, dalle amicizie, dalle emozioni. Dalla nostra vita.

Siamo nel 2014, conviviamo con la tecnologia.

Ma non lasciamo che essa viva al posto nostro.

Fabio Delle Fratte

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