Creatività: …e il naufragar m’è dolce in questo mar – Il Quorum
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Creatività: …e il naufragar m’è dolce in questo mar

«Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima.»

«Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima.»

(Bruno Munari, Verbale scritto, 1992)

Il mondo della creatività è un mondo Immenso. Un Mare o un Oceano. Qualcuno vi si può perdere dentro, altri ci navigano, altri ancora credono di poterlo dominare a piacimento. Ebbene in tutti e tre i casi c’è un fondamento di verità.

La creatività non è diversa da altre capacità intellettuali o manuali poiché, come l’edilizia, l’elettronica o lo sport, più si pratica, più si impara a saperla gestire. Non esiste creativo nato come tale. Senza dubbio sarà di base estremamente curioso, pratico, voglioso di scoprire. Ma un individuo creativo “allena” la propria elasticità mentale, come un calciatore allena il proprio modo di calciare il pallone in porta. Ogni giorno.

Gettando lo sguardo alla citazione di Munari con il quale si apre l’articolo, nessuno crea nulla dal nulla. E la genialità sta nel saperlo fare prima di altri.

Ma, in parole povere: che cos’è la creatività?

Digitando su wikipedia leggiamo: “Creatività è un termine che indica genericamente l’arte o la capacità cognitiva della mente di creare e inventare grazie all’utilizzo congiunto della fantasia e dell’innovazione; tuttavia esso può prestarsi a numerose interpretazioni e significati.”

Ok. Bene.

Possiamo anche elencare, dunque, Il brainstorming di Alex Osborn, la tecnica dei sei cappelli di Edward de Bono, La Mappa mentale di Tony Buzan. Perfetto.

Tuttavia ritengo che la nostra mente debba imparare a creare da sola. Senza dubbio va allenata, istruita, fornita dei giusti mezzi tecnici e teorici.

E’ questo il bello del gioco in fondo. Un creativo non può essere istruito su come progettare ma va lasciato libero, sicuri e fiduciosi che comunque rispetterà poi i “paletti” stabiliti dal committente. Da qui il brainstorming, in cui il creativo “si perde” nelle fondamenta stesse delle idee e la sua abilità sarà non affogare in esse ma saper riconoscere le vincenti e portarle a galla, nella realtà.

Lasciamoli nuotare quindi: il mare delle idee è talmente profondo e vasto che, senza dubbio alcuno, qualche creativo si starà già immergendo.

Fabio delle Fratte