Un’intelligenza artificiale nei cinema d’agosto: Ex Machina di Alex Garland – Il Quorum
Cinema

Un’intelligenza artificiale nei cinema d’agosto: Ex Machina di Alex Garland

Minimalista, a tratti algido, riscaldato dalle ottime interpretazioni

 

Caleb Smith è un giovane eccellente programmatore che si aggiudica la possibilità di trascorrere una settimana nella casa in montagna di Nathan Bateman, capo della società per cui lavora, BlueBook.

Nathan gli rivela subito che la sua casa non è altro che un grande laboratorio di ricerca dove da solo ha progettato e costruito una macchina umanoide dotata di una I.A.. Caleb è stato scelto per collaborare a capire se l’I.A. è una vera intelligenza e ha coscienza di sé. Il giovane programmatore inizia subito il test, incontrando il robot dalle sembianze femminili dal nome di Ava e comincia a parlarci, sorprendendosi di quanto sia intelligente e simile a un essere umano. I test proseguono ogni giorno e col passare del tempo Ava appare essere attratta da Caleb.

Quelli che hanno trovato refrigerio nelle sale cinematografiche estive hanno visto una storia che ha riferimenti e mitologemi che affondano nella Teogonia di Esiodo (allorquando Crono evira Urano), passando per Frankenstein, il moderno Prometeo, i Golem di Praga, fino a Blade Runner per giungere a Spielberg ed al recente “Her” di Spike Jonze.

Minimalista, a tratti algido, riscaldato dalle ottime interpretazioni, accantona i filoni riduzionisti e anti-riduzionisti della filosofia dei qualia (gli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti) per convergere su un plot che da un certo punto in poi mostra esclusivamente i “colpi di scena” della più o meno prevedibile partita a scacchi tra i protagonisti.

Eppure di spunti di riflessione, anche sulle epistemologi e convergenti tra filosofie e fondamenti di psicologia (archetipica), ce ne sarebbero non pochi.

Per un film commerciale, l’approccio della filosofia della mente è però forse un po’ troppo (malgrado i dialoghi in merito siano ipersemplificati e affatto incomprensibili) – ed ecco perché la distribuzione nostrana (che da sempre non brilla per coraggio) ha relegato alla stagione di flegetonte questo Ex Machina, un film sicuramente da vedere (magari preferibilmente in lingua originale).

Massimo Lanzaro