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Torino Comics, il trionfo della cultura nerd

Dal 17 al 19 aprile si è svolta al Lingotto di Torino la ventunesima edizione di Torino Comics…

Dal 17 al 19 aprile si è svolta al Lingotto di Torino la ventunesima edizione di Torino Comics, l’ormai tradizionale appuntamento subalpino con i fumetti e l’immaginario che li accompagna anche in senso lato. Un appuntamento che dal 2014 raddoppia con un evento anche a ridosso di Natale, che ha avuto grande successo l’anno scorso e che quest’anno tornerà per tre giorni, l’11, 12 e 13 dicembre sempre al Lingotto.

L’edizione primaverile ha confermato un successo in crescita, con il trenta per cento in più di visitatori, per un totale di oltre 35 mila biglietti venduti, gente che ha affollato la conferenza stampa di Leo Ortolani, ha assistito e partecipato alla gara cosplay, ha incontrato editori (purtroppo pochi), fumetterie, autori indipendenti, partecipato ai workshop della Scuola di Comics, girato tra stand in cui si poteva trovare materiale su fumetti, narrativa di genere, cinema, telefilm, artigianato e tanto altro ancora.

Tra pregi e qualche difetto (i bagni non sono mai abbastanza, la piaga dei truffatori che estorcono denaro per inesistenti cause benefiche si presenta tutti gli anni fuori e dentro il Lingotto, i punti ristoro non sono poi sempre il massimo), comuni tra l’altro anche ad altre fiere, la crescita di Torino Comics e anche di altre fiere in giro per l’Italia oltre quella storica di Lucca porta ad alcune considerazioni.

La prima è il fatto che il fumetto non è più considerato qualcosa di nicchia, per ragazzini e per qualche sfigato che non vuole crescere, ma una cultura a tutti i livelli, su modello di quello che avviene da anni in Paesi come la Francia, la Gran Bretagna, il Giappone e gli Stati Uniti. Senz’altro le giovani generazioni che si affacciano oggi al mondo del fumetto anche dal punto di vista professionale non incontrano più tutti gli ostacoli in famiglia e non che c’erano solo fino a vent’anni fa, a cominciare dall’odiata frase che in tanti hanno sentito I fumetti sono un hobby al massimo, trovati un lavoro serio.

Lavorare nel settore del fumetto vuol dire svolgere professioni come il disegnatore, il traduttore, il letterista, il colorista, il saggista, l’organizzatore di eventi, il titolare o dipendente di una fumetteria, l’impaginatore, il realizzatore di gadget, l’editore, il grafico, ovviamente anche declinate al femminili e fonti comunque di occupazione, oltre che un modo per costruirsi un mestiere e una professionalità partendo da una passione.

Senz’altro è bene che si siano superati certi ghetti di un paio di decenni fa, quando per esempio chi era appassionato di manga detestava qualsiasi altra cosa: oggi chi segue i fumetti ha una visione più ampia della vita e dell’immaginario, e i fumetti portano anche ai libri, alla creatività, alla passione per il cinema e le serie tv, alle rievocazioni in costume e al cosplay, spaziando davvero in tanti ambiti culturali.

A Torino Comics e nelle altre fiere trovano spazio quindi tutti gli aspetti di una passione variegata: il collezionismo di testate d’annata o più recenti, i gadget rivolti a pubblici di varie età, il piacere del cosplay, l’artigianato, i generi del fantastico, fantascienza, horror e fantasy visti in tutte le angolature, il disegno, le dimostrazioni artistiche e sportive, l’approfondimento di aspetti legati, la funzione anche sociale del fumetto, le produzioni indipendenti.

Venti o trent’anni fa era considerato stupido essere appassionati di fumetti e immaginari vari: oggi è diventato cool, e lo dimostra il pubblico variegato delle fiere, anziani collezionisti e che ogni tanto fanno cosplay pure loro (a Torino giravano Odino con sua moglie e Bilbo Baggins!), famiglie con bambini, coppie di varie età e orientamento, adolescenti, quarantenni cresciuti con Goldrake e prese in giro ovunque, curiosi, studiosi, nuovi italiani. Un laboratorio di studio su come le passioni e la fantasia possono unire e far conoscere persone che altrimenti rimarrebbero isolate.

Insomma, per chi ricorda il primo Torino Comics, nel padiglione più defilato e diroccato di Torino Esposizioni, l’ultima edizione è un modo per capire come le cose si evolvono e cambiano, da fenomeni visti per quattro sfaccendati solitari a una forma di cultura e di incontro, come sono e devono essere fumetto e fantasia.

Elena Romanello