THE STRAIN “Night Zero” RECAP – Il Quorum
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THE STRAIN “Night Zero” RECAP

Che il contagio abbia inizio!

In una stagione televisiva estiva più affollata che mai, tra il finale di True Blood, l’inizio del bellissimo The Leftovers e la seconda stagione del thriller inglese Utopia di Channel 4, anche FX ha deciso di mantenere alto il livello qualitativo della sua programmazione, occupando il posto lasciato libero da Fargo qualche settimana fa con la nuova creatura di Guillermo Del Toro, The Strain, serie fantasy-scifi-horror basata sull’omonima trilogia letteraria di Chuck Hogan e lo stesso Del Toro.

Con una natura cartacea così variopinta, che vira dal vampirismo alla virologia, miscelando perfettamente soprannaturale e scienza, la controparte televisiva, almeno da questo pilot, è un prodotto non di facile definizione, anche se ha tutte le carte in regola per essere un ottimo pop-corn serial estivo.

Un aereo partito da Berlino, con a bordo più di duecento passeggeri, scompare misteriosamente dai radar per poi apparire intatto in una pista di atterraggio dell’aeroporto JFK di New York, con tutte le luci spente e le porte serrate. Si pensa immediatamente ad un attacco terroristico biologico, e vengono così chiamati ad investigare sul caso il Dr. Ephraim Goodweather (Corey Stoll, già visto in House of Cards) ed il suo team del CDC (Centrals for Desease Control and Prevention), composto dalla Dr. Nora Martinez (Mia Maestro) e Jim Kent (Sean Astin, il Sam de Il Signore degli Anelli).

Saliti a bordo, Ephraim e Nora assisteranno al pietoso spettacolo di centinaia di cadaveri completamente privi di qualsiasi segno che possa ricondurre il loro decesso a qualche agente patogeno fino ad ora conosciuto, nonché privi di contusioni o segni di lotta e traumi.

Ma mentre procede il sopralluogo, ecco che quattro passeggeri sembrano essere ancora vivi, apparentemente illesi e con pochi ricordi dell’accaduto.

Intanto, nei bassifondi di New York, Abraham Setrakian (David Bradley, che invecchiando diventa sempre più bravo!) anziano ebreo sopravvissuto all’olocausto e ora proprietario di un banco dei pegni, sentendo alla televisione quanto sta accadendo al JFK, apre un’entrata segreta che conduce ad una sorta di scantinato, dove, ben riposto in una teca a chiusura stagna, c’è un cuore dalla strana forma che batte ancora e al quale Abraham si rivolge con affetto, quasi fosse un animale domestico, donandogli il suo sangue come nutrimento. Setrakian è forse il personaggio migliore di The Strain, almeno così traspare da questo primo episodio: oltre ad avere un look che richiama alla mente uno stile gotico-vittoriano, Abraham possiede anche una spada d’argento che ha come impugnatura un drago, oggetto alquanto impressionante e che dona carattere e fascino a questo anziano che sembra sapere molto su questo misterioso virus. David Bradley, inoltre, dà un’interpretazione di spessore e carismatica, rendendolo forse la scelta più giusta per questo ruolo. Per Bradley, gli ultimi due anni sono stati ricchi di sorprese, prima fra tutte la straordinaria interpretazione nei panni di William Hartnell in An Adventure in Space and Time della BBC. Un grande caratterista inglese che sta dando continuamente prova della suo immenso talento. In conclusione, il virus!

Da questo pilot sono troppe e confuse le informazioni che vengono date al pubblico, ma qualcosa al riguardo si è riuscito già a capire, come innanzitutto da dove sia arrivato. Nella stiva dell’aereo si trovava una cassa alta due metri e mezzo con delle elaborate incisioni in ogni suo lato. Non compariva nel registro, e al suo interno non c’è altro che terra, e mentre questa viene imballata, il capo della sicurezza dell’aeroporto inizia a sentire un misterioso fischio alle orecchie, accompagnato da una voce soffusa che sembra chiamarlo. Incuriosito, comincia a seguire tale suono, per ritrovarsi infine in un corridoio deserto dove, davanti ai suoi occhi, si palesa una strana entità (la stessa comparsa ad inizio episodio sull’aereo) che, balzandogli improvvisamente addosso, infilza una sorta di lingua con un pungiglione nel suo collo, andando a penetrare in profondità fino all’arteria carotidea, dove inizia a succhiare il sangue al povero malcapitato, uccidendolo in pochi secondi, per poi scomparire assieme alla cassa. Vengono anche ritrovati dei piccoli parassiti somiglianti a vermi nella stiva dell’aereo, gli stessi che uscivano dal cuore nella teca di Setrakian. Che in realtà siano questi piccoli parassiti i veri vampiri, che trovando un ospite e nutrendosene pian piano crescono fino a prenderne totalmente il controllo? E chi è la misteriosa creatura responsabile di tutto? Che legami ha con la potente multinazionale che ha cercato ed è riuscita a farla arrivare a New York prima dell’alba? In un’abbondante ora, tutte queste domande vengono a galla, donandoci un pilot ricco di suspense e di contaminazioni di vario genere, che arricchendo man mano un plot organico e organizzato non fanno altro che aumentare curiosità e fascino del serial, dove la mano di Del Toro si vede e si sente (Ramin Djawadi alla colonna sonora!) in ogni sua piccola parte, fotografia in primis, dove colori caldi e luci soffusamente abbaglianti donano stile e potenza all’ennesimo, potenzialmente sicuro successo del regista messicano. Quindi, mettetevi comodi nelle vostre poltrone o davanti ai vostri pc, e che il contagio abbia inizio.

Luca Ceccotti