Musica

Perfume Genius @ Il Circolo degli Artisti

Non penso di avere mai assistito a una metafora così bella ad un concerto: qualcuno che canta una canzone per un ex suonando a quattro mani con il nuovo compagno

Questa è la parte che introduce la recensione e racconta cosa ho fatto nei minuti che precedono l’inizio del live: si fa così, no?

A Roma c’è una luna altissima e immensa che sembra un’astronave e sono certa che sia il mezzo di locomozione dell’artista di stasera. Per gli amanti dell’argomento, la luna che vediamo, è l’ultima all’apparenza gigante dell’anno e si trova nel segno dei Pesci e Simon & the Stars dice che è “dotata di particolare emotività”, quindi se piagne forte: cos’altro pensavate di fare a un concerto di Perfume Genius, ballare la macarena? Dopo la breve intro, passerò a descrivere le fattezze del mio drink e le chiacchiere da giardino. 

Circolo degli Artisti, esterno sera

Amica cantautrice: che beviamo?

Me medesima: boh.

Voci nell’atrio: ma chi è questo, quello frocio?

Amica cantautrice: ma è gay?

Me medesima: eh, direi. Ha scritto pezzi a tema, poi è proprio dichiarato.

Amica cantautrice: Come Tiziano Ferro?

Me medesima: tipo. Solo più impegnato nel sociale.

Amica cantautrice: ma insomma che ordiniamo?

Me medesima: una birra?

Amica cantautrice: e tu vuoi scrivere che sei così scontata da bere una birra a un concerto?

Me medesima: cos’è che va di moda adesso?

Amica cantautrice: vodka redbull.

Me medesima: e sembrerei maledetta almeno un po’ come i critici musicali odierni?

Amica cantautrice: Ao ma Rufus che ha cantato con Emma?

Me medesima: ne parliamo alla recensione successiva.

Fine dell’introduzione che permette di visionare che ho una vita sociale e che bevo drink alla moda.

Perfume-Genius-1

Circolo degli Artisti, interno sera

La sala non è troppo piena, mi chiedo dove sia Roma in questo lunedì sera a cavallo tra una stagione e l’altra. Mike Hadreas, in arte P.G., veste una tuta nera con apertura davanti, stasera niente tacchi. Seduto alla tastiera dà il via al suo tormento interiore con I decline anticipando una traccia dell’album di prossima uscita Too Bright. Nessuno la conosce ma i cuori si scaldano soprattutto in vista di Take me home da Put your back n. 2 hit del 2012 ed io più o meno sto per inciampare in una valle di lacrime. Sul palco batteria, chitarra e tastiere e sono proprio le tastiere che Perfume utilizza come uno scudo di difesa perché è in quella direzione che canta, perché è da lì che si sente protetto dal suo cavaliere con cui dividerà il piano per suonare Learning. Non penso di avere mai assistito a una metafora così bella ad un concerto: qualcuno che canta una canzone per un ex suonando a quattro mani con il nuovo compagno. Insomma, alla fine a sopravvivere è l’abbandonato perché ha imparato la lezione più dura dagli affetti: quella della fine. Il trentenne di Seattle, cresciuto a New York, agita il filo del microfono nervosamente, dice qualche thank you, sorride ai vari “Bravoooo!” urlati dalla sala ed esegue una perfetta miscellanea di tutti i suoi lavori. Non sbaglia una nota, sembra un disco messo su con un impianto che non fa una grinza. È tutto perfetto: la voce, l’accompagnamento, i cori del chitarrista, l’attitudine new wave del tastierista, il silenzio religioso dei presenti…

In All Waters si augura di poter vivere in un mondo in cui poter prendere per mano il suo compagno con tranquillità e sa che questo non succederà così presto: strano, eh? D’altronde quando uscì il video di Hood, ci fu una polemica per la censura del video by YouTube perché Mike appariva tra le braccia del pornodivo gay Arpad Miklos: ho detto proprio “tra le braccia”, tutto qua. Tra l’altro l’attore è morto nel 2013 e noi siamo qui ancora a leggere di stronzate varie. Non c’è che da augurarsi che venga istituita una protezione delle anime per i cuori fragili, come il nostro biondino, e che la luna continui ad essere una valida risorsa per comporre i pezzi strazianti, che ci piacciono tanto, perché ricordano quanta grazia c’è ancora nel mondo.

Alessandra Cristofari