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Perchè Divergent?

Dopo Twilight e in attesa di Hunger Games, da Hollywood arriva un’altra trilogia cinematografica tratta da una saga editoriale

Dal 3 aprile nelle sale italiane è arrivato Divergent, il primo capitolo della trilogia scritta da Veronica Roth. Pubblicato in America nel 2011, il romanzo è uscito in Italia l’anno successivo e ha venduto più di un milione di copie. La storia è ambientata in un futuro non specificato in cui gli esseri umani hanno posto fine alle guerre, si sono divisi in fazioni e svolgono ognuno il mestiere più consono alle proprie naturali inclinazioni. Beatrice Prior, all’alba dei suoi sedici anni, è chiamata, come i suoi coetanei, a scegliere di quale fazione fare parte per il resto della vita. Ma la vita di Beatrice cambierà per sempre quando scoprirà di non appartenere a una fazione, ma di essere una Divergente. Questa sua divergenza la renderà pericolosa agli occhi di molti, mettendo in pericolo la sua stessa vita e per salvarsi Beatrice potrà contare solo su Quattro, il suo istruttore tra gli Intrepidi. Il film è diretto da Neil Burger con protagonisti Shailene Woodley e Theo James.

Queste storie per giovani adulti continuano a chiedere di diventare iconiche e forse non a caso per la premiere londinese il queueing dei ragazzi che volevano accedere al red carpet è iniziata due giorni prima. Ma l’ennesimo esempio di cinema distopico del nuovo millennio, che si trascina per più di due ore, confesso, non mi ha pienamente convinto. La fotografia, la scenografia, la colonna sonora e i movimenti di macchina sono studiati in modo davvero godibile, in un film la cui superficialità però provoca paradossalmente un senso di pesantezza.

A raccontare una società nella quale il pensiero indipendente viene temuto e perseguitato ci aveva già pensato mirabilmente ad esempio “La bussola d’oro”, il fantasy del 2007 diretto da Chris Weitz, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Philip Pullman.

Ricordate Lyra, la ragazzina orfana che vive con il suo daimon (rappresentazione fisica in forma animale di un individuo), che si fida del suo tutore Lord Asriel (Daniel Craig) ma che viene concupita dalla bella affascinante Mrs. Coulter (Nicole Kidman)? Come continua quella storia? Orbene, si dice che verosimilmente non abbiamo assistito al seguito in quanto la pellicola è stata oggetto di una campagna di boicottaggio negli Stati Uniti da parte di gruppi religiosi che già avevano reagito vivacemente al successo del romanzo.

Non so se questo sia vero e con il dovuto enorme rispetto per i differenti punti di vista, sorge una umile domanda: in base a quali criteri esattamente si sceglie di produrre e distribuire il sequel di una trilogia piuttosto che di un’altra?

Massimo Lanzaro