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Man Ray e le colonne sonore di Teho Teardo

I due concerti sono già SOLD OUT ma verranno poi registrati e pubblicati in Europa in vinile e digitale su etichetta Specula Records

Il 6 e il 7 dicembre, in esclusiva per la Mostra su Man Ray a Villa Manin di Passariano (UD), Teho Teardo eseguirà dal vivo tre colonne sonore originali composte per i tre film di Man Ray, “Le retour à la raison”, “L’étoile de mer” e “Emak Bakia” che saranno proiettati durante i concerti.

I due concerti sono già SOLD OUT ma verranno poi registrati e pubblicati in Europa in vinile e digitale su etichetta Specula Records.

Teho Teardo si esibirà nel salone centrale di Villa Manin accompagnato da Stefano Azzolina alla viola, Elena De Stabile al violino e da 15 chitarristi, mentre sulle grandi pareti scorreranno le immagini dei suggestivi film d’arte, creati da Man Ray, pittore, fotografo e regista statunitense esponente del Dadaismo, vissuto il secolo scorso e morto nel ’76 a Parigi.

Il confronto a distanza si è trasformato anche in una “lettera aperta” che Teho Teardo ha voluto indirizzare all’artista statunitense:

“Caro Man Ray – scrive Teho – la colonna sonora non combacia con l’idea di cinema dell’Uomo Raggio. Meglio un altro tipo di avvicinamento ai tuoi film, cercando appuntamenti di natura emotiva, fino quasi ad allinearsi con quel mondo, ma senza commentarlo, senza imitarlo, evitando di ribadire quanto già detto nella pellicola. In fondo è quanto ho perseguito in questi anni nel mio rapporto con il cinema”.

E’ impegnativa quindi la sfida raccolta dal musicista, divenuto ormai un protagonista non soltanto della scena musicale contemporanea europea, con collaborazioni internazionali di alto livello, non ultima quella con il drammaturgo Enda Walsh per la realizzazione dell’album Ballyturk pubblicato lo scorso 21 ottobre in tutta Europa che vede anche la partecipazione straordinaria di Cillian Murphy, di Joe Lally (Fugazi) e di Lori Goldston, violoncellista dei Nirvana.

Recentemente Teardo ha firmato anche le colonne sonore di due film presentati al Torino Film Festival 2014: “Triangle” di Costanza Quatriglio e “Senza Lucio” di Mario Sesti.

È anche nella composizione di colonne sonore per il cinema italiano che Teho Teardo si è affermato come uno degli autori più importanti, basti ricordare che ha lavorato con registi come i premi Oscar Gabriele Salvatores e Paolo Sorrentino, oltre a Guido Chiesa, Andrea Molaioli, Daniele Vicari, Stefano Incerti e Claudio Cupellini.

Per questi meriti ha vinto il Ciak d’Oro per la migliore colonna sonora ed ha ottenuto diverse nomination al Nastro d’Argento e al David di Donatello, mentre nel 2009 ha vinto il premio Ennio Morricone all’Italia Film Fest ed il David di Donatello per il film “Il Divo” di Paolo Sorrentino.

La rassegna di Passariano, dedicata a Man Ray, si conferma così anche come spazio vivo, luogo di confronto culturale e artistico della contemporaneità più attenta alla grande lezione delle avanguardie artistiche del Novecento.

MAN RAY

“Le retour à la raison” (1923)

Primo film di Man Ray, è un cortometraggio di circa tre minuti, proiettato per la prima volta presso il teatro Michel di Parigi il 6 luglio del 1923 durante gli eventi pomeridiani di “Cœur à Barbe”.

Man Ray utilizza in questo film la tecnica della “rayografia”, che prende il nome proprio dall’artista, che consiste nell’esporre oggetti a contatto con del materiale sensibile, come ad esempio la carta fotografica. In “Le retour à la raison” si vedono scorrere sullo schermo degli oggetti di uso comune come molle e chiodi mostrati attraverso giochi di luci ed ombre, e il nudo di Kiki de Montparnasse, musa-modella in molte sue opere, spesso presente anche nei lavori di altri dadaisti e surrealisti.

“Le retour à la raison” fu elaborato in una sola notte, incollando in modo casuale alcuni spezzoni di pellicola e aggiungendo successivamente delle riprese, girate per prolungare la proiezione. L’idea era quella di assecondare lo spirito giocoso e dissacratorio degli artisti Dada, fatto di improvvisazione, assemblaggio e immaginazione.

“L’étoile de mer” (1928)

Il titolo allude a una stella marina che rappresenta probabilmente l’idea di una bellezza ideale paragonata alla perfezione della donna. Con questo film Man Ray crea un cinema di puro lirismo, composto esclusivamente da immagini. Le didascalie contengono spesso giochi di parole, in pieno stile dadaista. La storia è vista in tutti i momenti fondamentali attraverso un vetro smerigliato che non fa mai vedere con chiarezza allo spettatore cosa accade, frustrando il suo desiderio di conoscenza e portandolo a capire come la comprensione sia spesso al di là delle nostre possibilità.

“Emak Bakia” (1926)

Oltre alla rayografia in questo film l’artista utilizza le tecniche dell’esposizione multipla e dell’effetto flou. “Emak Bakia” è un susseguirsi di forme geometriche, volti e immagini accostati casualmente in quanto considerati oggetti completamente indipendenti. Man Ray definì questo film un “cinepoema”.

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