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Kubrick: genio maledetto e nemico degli attori

Geniale, folle… meticoloso e nemico di qualsiasi attore. Questo era Stanley Kubrik, di cui vogliamo raccontarvi alcuni aneddoti che forse non tutti conoscono:

Il regista girava centinaia di ciak per ogni una scena, che faceva ripetere fino allo sfinimento agli attori. Sul set di Shining – ad esempio – la scena in cui Shelley Duvall scende le scale all’indietro, con in mano una mazza da baseball rivolta contro Jack Nicholson, venne girata più di 120 volte. In Eyes Wide Shut, Tom Cruise fu costretto ad aprire una porta oltre 90 volte. Ed entrambi i film si prolungarono nelle riprese ben oltre i termini previsti, proprio per le ossessioni del maestro.

Eyes Wide Shut finì addirittura nel Guinness dei primati a causa dei 15 mesi ininterrotti di riprese.

Appassionato di psicologia, Kubrick, ne utilizzava gli stratagemmi per guidare gli attori ed ottenere da loro tutto ciò che voleva. Si racconta che sempre alla Duvall urlasse costantemente in faccia per farla calare maggiormente nella parte, umiliandola e portandola lentamente verso un vero e proprio esaurimento nervoso, tanto che l’attrice iniziò persino a perdere i capelli sul seta a causa dello stress.

Durante le riprese di Arancia Meccanica, Malcolm McDowell per poco non divenne cieco perché nella famosa scena dove vengono divaricate le palpebre del protagonista, non vi sono trucchi e ad essere divaricate furono proprio le palpebre dell’attore, che si graffiò una cornea diventando temporaneamente cieco da un occhio. Tra lui e Kubrick si sviluppò (cosa rara) una certa amicizia durante le riprese, ma terminato il film, Kubrick non lo chiamò più.

Un altro aneddoto riguarda Matthew Modine, che durante la lavorazione di Full Metal Jacket apprese dell’imminente nascita di suo figlio. Chiese a Kubrick di poter raggiungere la moglie per assistere al parto ma ne scaturì una lite furibonda. Alla fine Modine, disperato, dovette minacciare di tagliarsi una mano pur di poter raggiungere la consorte in ospedale.

Non meno burrascoso fu il rapporto con Kirk Douglas, sul set di Spartacus.

A volere come regista Kubrick, fu proprio Douglas, dopo il successo di Orizzonti di Gloria, ma alla fine della lavorazione i rapporti tra i due si erano irrimediabilmente deteriorati, in particolare per le ossessioni del regista durante le scene di battaglia. Aveva, infatti, assegnato a ogni “cadavere” (un manichino) un preciso numero e precise istruzioni per stabilirne la posizione sul campo, istruzioni che mandarono in tilt la troupe e su tutte le furie Douglas, costretto a ripetere più volte, all’infinito, ogni scena.

A causa di queste sue manie, i progetti di Kubrick avevano gestazioni di pre-produzione e lavorazione estenuanti, e questo spiega perché Kubrick diresse in vita solamente 13 pellicole in 46 anni, a volte con pause molto prolungate tra un film e l’altro.

Dal lontano 1980 al suo ultimo film solamente tre pellicole: Shining, Full Metal Jacket e Eyes Wide Shut (del 1999).

Quando, poi, un progetto saltava, il regista aveva buttato via anni di lavoro andati perduti in meticolose ricerche e studi. Per Napoleon, ad esempio, il regista vi si buttò a capofitto per poi essere costretto a rinunciare.

Esaminò location, commissionò costumi riprodotti alla perfezione, scrisse una lunga sceneggiatura analizzando tutti i vari aspetti del personaggio, e scritturò Jack Nicholson per il ruolo del protagonista, ma la Metro Goldwyn Mayer accantonò la produzione temendo costi eccessivi ed un’infinita gestazione.

Altro particolare di Kubrick era la paura di volare, che ne condizionò la realizzazione delle pellicole. Per questa ragione spostò la lavorazione di tutti i suoi film in Inghilterra, riproducendo in studio gran parte delle scenografie. Ricostruite, neanche a dirlo, con perfezione maniacale.

Per Full Metal Jacket fece importare alcune palme dalla Spagna per ricreare l’ambientazione vietnamita in maniera credibile.

Le rovine della città di Hue vennero ricostruite in una fabbrica abbandonata vicino Londra, ed il fiume Mekong è in realtà il Tamigi.

Per Eyes Wide Shut, ambientato a Manhattan, Kubrick inviò dei collaboratori a Manhattan per misurare l’ampiezza delle strade e annotare la posizione dei distributori di giornali e degli idranti.

Durante la lavorazione de Il Dottor Stranamore, invece, chiese agli scenografi di ricreare l’interno di un bombardiere B-52. Che però era a quei tempi top secret. I suoi collaboratori riuscirono a ottenere una foto della cabina del bombardiere ed in seguito, piloti militari del vero B-52 dissero che la cabina utilizzata nel film era “assolutamente corretta”.

Per Kubrick era impossibile improvvisare, tutto veniva scientificamente calcolato e gli attori dovevano attenersi perfettamente alla sceneggiatura e alle sue disposizioni, come marionette ai suoi ordini.

Le eccezioni di improvvisazione sono davvero rare: Peter Sellers ne Il Dottor Stranamore, R. Lee Ermey in Full Metal Jacket e Jack Nicholson in un breve frammento di Shining: quello in cui urla “Heeeere’s Johnny!”.

Altra particolarità è che Kubrick non amava rivedere i suoi film una volta terminati, e in alcuni casi ne rigetto la paternità. E’ il caso di Paura e Desiderio, il suo primo lungometraggio di cui acquistò ogni singola copia per impedirne la diffusione. Rinnegò, poi, anche Spartacus, ed in parte Arancia Meccanica, chiedendo che venisse ritirato dalle sale nel Regno Unito, un’ondata di proteste che travolse il film.