“Che cos’è la libertà?” di Vandana Shiva – Il Quorum
Ecologia

“Che cos’è la libertà?” di Vandana Shiva

I semi e la biodiversità sono gli ultimi beni comuni rimasti e per proteggerli è necessario il sapere tradizionale dell’autogoverno locale

Il termine “Libertà” è diventato controverso, una parola usata da tutti e soprattutto dalle multinazionali. Noi ci riferiamo alla libertà delle persone di vivere e di avere la proprietà dei propri mezzi di sussistenza, la libertà di avere accesso alle risorse vitali come i semi, il cibo, l’acqua e la terra. È la libertà della Terra e di tutti i suoi esseri; è la libertà basata sul riconoscimento dei Diritti della Madre Terra la Pachamama, Bhoomi, Gaia.

(Vandana Shiva)

– “Le regole del libero scambio, invece, sono scritte dalle multinazionali per ampliare la loro libertà di mercificare e privatizzare fino all’ultimo centimetro di terra, l’ultima goccia d’acqua, l’ultimo seme, l’ultimo boccone di cibo. Nel complesso, le multinazionali vogliono distruggere la libertà della Terra e della Famiglia Terra, la libertà delle persone a vivere una vita dignitosa, le loro culture e le loro democrazie mercificando e privatizzando ogni aspetto della vita”.

– “Ad esempio, l’accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (Trips), promosso dall’organizzazione mondiale del commercio, impone i brevetti sui semi consentendo alle multinazionali come la Monsanto di impedire agli agricoltori di conservare i semi. Nel caso della causa Monsanto contro Bowman, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sancito che gli agricoltori non possono comprare e coltivare grano acquistato nel libero mercato e quindi non dalla Monsanto. E peggio ancora, come nel caso di Percy Schmeiser, agricoltore canadese che nonostante la sua coltura di colza sia stata contaminata da semi della Monsanto geneticamente modificati (Round Up Ready) è stato citato in giudizio dalla multinazionale perché ha usato i suoi semi. Monsanto riconosce apertamente di aver redatto l’accordo Trips: un rappresentante Monsanto ha dichiarato che nel redigere l’accordo, essi erano allo stesso tempo “il paziente, il diagnostico, il medico”. La “malattia” che hanno diagnosticato e per la quale hanno cercato la cura riguardava il fatto che gli agricoltori conservavano i semi per gli anni a venire. La cura era quella di impedire agli agricoltori di salvare e scambiare i semi definendo queste libertà fondamentali come un crimine”.

– “Per me, salvare e proteggere la vita sulla Terra, specialmente la biodiversità e i semi, è il dovere più alto, il più alto Dharma. È per questo che ho costituito Navdanya nel 1987, una comunità di “scambiatori di semi”, non appena ho sentito che le multinazionali diffondevano la loro visione del controllo totale sulla vita attraverso l’ingegneria genetica, brevetti sulla vita e gli accordi di libero commercio”.

– “Per noi la libertà dei semi include i diritti degli agricoltori di salvare, di scambiare, di coltivare, vendere ad altri agricoltori varietà che si sono evolute nel corso dei millenni, senza interferenze dello stato o delle multinazionali. Usiamo il termine “Libertà dei semi”, come il diritto del seme, inteso come un sistema vivente e auto-organizzato, di evolversi liberamente, senza la minaccia di estinzione, contaminazione genetica da ogm, e la minaccia di estinzione attraverso tecnologie come il Terminator Tecnology progettato per rendere i semi sterili. I semi e la biodiversità rappresentano gli ultimi beni comuni e come tali devono essere regolati dalla comunità locale attraverso l’autogoverno locale, non dai mercati attraverso la privatizzazione, né attraverso una autorità centralizzata e il suo apparato burocratico. A livello nazionale e internazionale, questo comprende l’obbligo dei governi di proteggere la libertà della biodiversità normando le multinazionali in modo da impedire loro di minare la sovranità del popolo attraverso la biopirateria, e di minacciare la sicurezza biologica di sementi con colture geneticamente modificate. Ecco perché abbiamo creato il Forum internazionale sulla globalizzazione, fermato il ministeriale dell’Omc a Seattle, e dichiarato che il nostro mondo non esiste per essere venduto. Ecco perché abbiamo iniziato la campagna del popolo indiano contro il Wto sotto la presidenza ispiratrice di Shri VP Singh, un ex primo ministro, e di SP Shukla, ambasciatore dell’India al Gatt durante l’Uruguay Round”.

Vandana Shiva