Attualità

Bandiera Bianca

L’Italia vista dall’Europa è uno stivale a galla con scarsa memoria. È una nave mezza affondata, un oggetto galleggiante che viene raddrizzato solo con l’aiuto di potenti mezzi esterni.

Non a caso, Die Bild titola: «Il Cavaliere è stato costretto a cedere» e nel gioco al rimpiattino di una fiducia promessa, contesa e concessa, è proprio Silvio ad asfaltare la strada di buone intenzioni ma solo perché non ha visto vie d’uscita.

Nella Capitale, si sa, è assai difficile reperire l’antica arte del serciarolo, oggi la tradizione non paga e le buche riempiono la città: insomma, chi sistema i sampietrini dovrebbe imparare qualcosa dagli artigiani del passato. Questo a dire che la figura del one man band può andare bene nel blues ma non in campo politico (si tengano a mente i destini dei popoli guidati da un solo uomo) perché oggi è avvenuta la disfatta del centro-destra che il berlusconismo ci ha fatto conoscere.

Mentre impariamo a fare amicizia con i nuovi sguardi tra Angelino Alfano e l’ex Presidente del Consiglio, lo spread si assesta a 261/262 pb e il rendimento sui titoli di Stato è 4, 34% ma “Quando i governi italiani duravano in media 11 mesi, l’economia funzionava benissimo, aumentava la produttività, aumentava il prodotto interno lordo. Quando un governo cadeva, noi imprenditori eravamo felici (…) La continuità è un imbroglio come quello dello spread” queste le parole di Silvio Berlusconi a Studio Aperto.

Sarebbe interessante, allora, riuscire a capire come il feticcio della crisi abbia prodotto mostri invincibili come quello della disoccupazione che conta nel suo esercito 3 milioni 127 mila persone (agosto 2013, dati Istat ndr).

Adesso che hanno fatto la pace, non si potrebbe parlare di questo?

Alessandra Cristofari