Letteratura

7 domande a Chuck Palahniuk

Quelle raccontate da Palahniuk sono storie asciutte, crude. Storie di disadattati… Fulgidi lampi di anarchia permeano la trama, fino alla resa dei conti con la società

“Non è perché ti ficchi penne nel culo che diventi una gallina!”
Tyler Durden – Fight Club

Se siete deboli di cuore e puri di spirito, se la vostra vita scorre tra casa e chiesa, se credete nei valori tradizionali non leggete Chuck Palahniuk! Perché Palahniuk è uno scrittore in grado di “smontare” pezzo pezzo ogni vostra certezza. Perché la sua è “roba” bordeline, spacciata dai bassofondi… letteratura maturata ai margini della stabilità mentale… in grado di catapultarvi in un abisso di odio e di distruggervi, frantumandovi prima l’anima e poi le ossa.

Quelle raccontate da Palahniuk sono storie asciutte, crude. Storie di disadattati… Fulgidi lampi di anarchia permeano la trama, fino alla resa dei conti con la società.

Chuck cosa ne pensi dell’attuale situazione politica mondiale?

Credo vi siano molti tentativi per cercare di migliorare il mondo. Ritengo che queste scelte saranno fondamentali per rendere il mondo un posto migliore.

– Sinceramente, non avrei mai immaginato una risposta del genere dallo scrittore di Fight Club. Questo atteggiamento si riflette nella tua narrativa?

Per me, si tratta di una scelta: se concentrarsi sul modo in cui le cose funzionano a meraviglia, o di concentrarsi sul modo in cui le cose funzionano miseramente. La vita continua oltre la fine di una storia – ognuno dimostra la propria forza ed il proprio potenziale anche oltre il corso della Storia. L’uomo è pieno di speranza, positivo. Inoltre, le mie storie tendono a portare le persone dall’isolamento verso la comunità – con almeno un’altra persona, o solitamente con un’intera comunità di persone – in modo che possano ritrovarsi ed essere accettate da quel mondo che andavano fuggendo.

– Ma le tue storie sono intrise di sesso e di morte…

Una commedia si conclude con un matrimonio, e una tragedia si conclude con un funerale: bisogna sempre accostare il sesso con la morte. Questo è uno dei miei obiettivi.

– E la tua vita? E’ estrema come i tuoi romanzi?

No, la mia vita è come quella di un sacerdote. La gente viene da me e mi confessa le proprie storie più spaventose. Se devono confessarsi con qualcuno, è meglio che lo facciano con me.

Negli ambienti in cui le persone fanno le proprie confessioni, come nei gruppi di sostegno, o nelle linee telefoniche per il sesso, è possibile ascoltare – per ore e ore – uomini e donne discutere delle loro fantasie o di qualsiasi altra cosa: cose private, orribili, che hanno il bisogno di sfogare.

– Come si fa a convincere la gente a raccontare la loro storia più oscura?

Io lo chiamo mettere all’amo un pesce piccolo per pescare un pesce grande…

In pratica… prendo una storia, o un aneddoto che trovo davvero affascinante e lo introduco in una conversazione. Sono certo che ci sarà qualcuno che ha una simile esperienza, ma molto più estrema. Così, lo strano aneddoto che getto come esca in una conversazione, che a volte è un episodio dalla mia vita, è immediatamente offuscato da un evento quasi identico, ma più estremo che appartiene alla vita di qualcun altro. Proseguo così, da una persona all’altra, fino ad arrivare al racconto più estremo in assoluto.

– Perché il più estremo in assoluto?

Per dimostrare che queste cose succedono a tutti. Si inizia con qualcosa che stabilisce un precedente facile, e poi si sposta l’asticella verso una versione che è la versione finale di questa esperienza comune.

– Una volta hai detto che Fight Club è solo Il Grande Gatsby aggiornato. Se Gatsby riguarda la generazione perduta degli anni ’20, e Fight Club la disillusione maschile degli anni ’90, cosa rappresenteresti della cultura attuale?

Odio l’idea di scrivere degli eventi in corso, perché nel momento di terminare la scrittura gli eventi attuali sarebbero già superati.

Anni fa – la prima volta che visitai il mio agente letterario – mi sottopose timidamente la questione dei sacerdoti pedofili, perché quella settimana era un argomento scottante. Tutti ne parlavano e tutti avevano la stessa idea, quindi per me era una completa perdita di tempo.

Come dicevo, non amo inseguire gli eventi in corso, il mio obiettivo è quello di provare a scrivere qualcosa di nuovo che possa sostenere la cultura… non seguire la cultura come una moda.

Traduzione: Matthew Baley