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Raggi Cosmici, un enigmatico Fast Radio Burst è stato localizzato

Veloci, intermittenti e potenti, ecco la carta d’identità dei segnali rilevati in una galassia a circa 2,5 miliardi di anni luce dalla Terra: le onde radio rilevate sono chiamate Fast Radio Bursts…

Veloci, intermittenti e potenti, ecco la carta d’identità dei segnali rilevati in una galassia a circa 2,5 miliardi di anni luce dalla Terra: le onde radio rilevate sono chiamate Fast Radio Bursts e da anni la comunità scientifica cerca di captarli dallo spazio, cercando di comprenderne l’origine.

Una ricerca pubblicata su Nature in questa settimana ha inserito un altro segnale nel ristretto catalogo (circa 20 segnali) di FRB captati. Il team guidato da  Shami Chatterjee, un astronomo della Cornell University di Ithaca, New York, ha usato il Very Large Array in New Mexico, e la rete VLBI (Very Long Baseline Interferometry) per confermare e restringere il campo di indagine.

Dietro il segnale, localizzato nella costellazione dell’Auriga, subito si sono scatenate speculazioni simpatiche su E.T., tuttavia Jim Cordes, astronomo della Cornell University e co-autore dello studio ci ha specificato: “Avremo bisogno di studi approfonditi di più fonti di FRB. Per ora conosciamo la distanza e possiamo calcolare le energie della raffica senza alcuna ambiguità. Ottenere l’emissione radio compatta e brillante come visto è una vera sfida”. Cordes ha precisato sull’origine dell’onda che: “Potrebbe trattarsi di una stella di neutroni”.

Per gli studi dei segnali è stata utilizzata una grande rete di telescopi e radiosservatori: “Il primo FRB è stato scoperto grazie al telescopio di Arecibo, successivamente, attraverso dei follow-up, abbiamo trovato ulteriori prove. Poi abbiamo anche rilevato onde con il Green Bank Telescope e il telescopio Effeksberg in Germania”.

Il punto di svolta nello studio è avvenuto grazie all’uso del già citato Very Large Array, grazie alla sua precisione: “Il VLA ci ha permesso di trovare la galassia che ospita il fenomeno”.

Non solo radiotelescopi, anche il telescopio ottico GEMINI è stato fondamentale per ottenere un redshift della galassia.

Le tecniche di rilevazione sono quelle utilizzate per le pulsar, in particolare si impiega un “filtraggio adattato” per rilevare singole raffiche di FRB: “Noi utilizziamo i dati con risoluzione temporale inferiore a 1 millisecondo e circa 1000 canali spettrali”.

Il segnale è contenuto in: “Una galassia nana insignificante, molto più piccola della Via Lattea”, e proprio questo incuriosisce il team, che necessita di continuare gli studi per avere una risposta più approfondita.

Una sentenza convincente potrebbe arrivare in futuro grazie all’aiuto dei nuovi strumenti: “I nuovi telescopi permetteranno di rilevare molte più raffiche da più fonti e ci permetteranno di vedere la gamma di galassie che li ospitano”.

Ovviamente più segnali si raccolgono e maggiore è la probabilità di comprendere la: “fisica e il tipo di oggetto nascosto dietro i segnali”.

Gianluigi Marsibilio

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