Comics INTERVISTE

Mattia Iacono: Demone dentro, Adventure Time e Tom Waits

Mattia Iacono nasce a Roma nel 1990. Si diploma alla scuola internazionale di comics (Roma) in illustrazione specializzandosi in colorazione digitale. È cover artist ufficiale per l’etichetta discografica milanese Maciste Dischi. Ha collaborato come colorista per IDW (TMNT e G.I.JOE). Ha pubblicato con Tunué il suo primo romanzo grafico Demone dentro. Ho incontrato e intervistato questo giovane autore nell’Area Comics del Muso Festival di Oriolo Romano lo scorso Luglio e sono molto felice di rendervi partecipi della nostra chiacchierata.

Banale, ma necessaria domanda di rito: cosa ti ha spinto e ispirato a dire: da grande farò il fumettista?

Sicuramente la passione per il disegno, anche se in realtà io non volevo fare il fumettista, fino al momento in cui non è uscito il libro (Demone dentro, ndr.) mi prendevo a parole con chi mi definiva fumettista. Sia chiaro, non perché disprezzi la categoria! Anzi, se non fosse per questa categoria non avrei mai avuto gli stimoli per fare quello che faccio. Io nasco come illustratore. Poi un po’ per convenienza, un po’ perché penso che in questo lavoro più si riesce a fare e si sa fare e meglio è, quando ho avuto la possibilità di fare un master in colorazione l’ho fatto ed è grazie anche a questo che sto lavorando. Credo di aver fatto bene a farlo.Comunque nasco come illustratore, era questo che in realtà volevo fare, però allo stesso tempo avevo una forte passione per i fumetti. L’illustratore per definizione nei fumetti si occupa di fare le copertine ed era questo che in realtà avrei voluto fare. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di raccontare anche una storia, mi sono detto ok, so disegnare posso farlo, proviamo! Comunque si, è una passione che ho da sempre, fin da piccolo o meglio da quando ho le mani. Sono cresciuto tra musica e disegno.

Ah benissimo! Quindi anche la musica!

Si, anche la musica è una mia grande passione.

Allora approfitto e ti chiedo subito qualcosa che chiedo un po’ a tutti, che siano artisti o musicisti… Quale album musicale non dovrebbe mai mancare in una casa “rispettabile”?

Mmm… In una casa “rispettabile”?

È difficile questa domanda… però, per quanto riguarda i miei gusti credo che Swordfishtrombones di Tom Waits sia necessario dentro casa di tutti e sicuramente ci metterei vicino Blood Sugar Sex Magic dei Red Hot Chili Peppers. Sono due tra gli album che ho ascoltato di più in assoluto. Secondo me comunque – partendo dalla musica classica a quella più commerciale – in una casa ci devono essere più album possibile.

Tornando al tuo lavoro, Demone dentro è il tuo esordio con un graphic novel tutto tuo, come ci si sente a essere il giovane papà di un’opera?

È una sensazione strana a dirla tutta, all’inizio sei tutto contento della serie –“Che bello sto uscendo! Che bello sto uscendo!” Poi invece ti rendi conto che quando esce non ti appartiene più, tu hai detto giustamente “papà”  ed  è brutto dirsi che il proprio figlio sta andando nel mondo.  Sicuramente non è paragonabile minimamente ad un figlio vero, ma la sensazione che hai dopo aver lavorato tantissimo su una cosa e ad un certo punto chiunque può prenderlo e giudicarlo, analizzarlo… quell’ansietta, quella tensione ti viene, ma poi ti rendi conto che è questo che ti dà modo di avere visibilità e quindi anche opportunità per poter lavorare. All’inizio è ansia, anzi meglio se posso, all’inizio ti caghi proprio sotto! E’ chiaro, dato che sei all’inizio e personalmente non ho mai avuto altre esperienze di un fumetto mio uscito in libreria, credo sia normale sentirsi così. Avere mia nonna che mi chiama e mi dice che è andata in libreria a comprarlo, mio nonno che mi dice la stessa cosa…

Parte la lacrimuccia immagino…

Eh si certo! È bello! Sono un sacco di sensazioni tutte insieme. Poi ad un certo punto ti rendi conto che va bene così, se ci saranno delle critiche, amen.  Anzi, speri che ne vengano tanti altri!

Parlando di te da un punto di vista più personale e non più solo come autore, qual è il tuo Demone dentro?

Eh, non lo so. Non saprei proprio come rispondere a questa domanda. Questa è da psicanalisi… boh, ti direi che sono tanti, piccoli e quotidiani. Che poi alla fine è quello che ho cercato di raccontare nel libro e ancora non so bene se ci sono riuscito. In Demone dentro non ho voluto rappresentare le grandi paure come la morte, la perdita di un caro o comunque quelle che sono oggettive e massime per tutti, ho cercato di parlare delle ansie e delle paure quotidiane. Ho parlato di quelle che magari ti impediscono di prendere la metropolitana…

Che alla fine non sono proprio piccolissime.

Le ho chiamate piccole non per sminuirle, assolutamente! Però, per la mia esperienza e per la mia personale visione del mondo sono quotidiane. L’ansia di prendere la metro perché in metropolitana sei chiuso è qualcosa che non è comprensibile da tutti e quindi spesso si sminuisce. Io ne parlo per esperienza diretta in un certo senso. Recentemente ad una presentazione un’amica – quindi non una persona estranea – mi ha chiesto se avessi sconfitto i miei demoni, la mia risposta è stata chiaramente di no. Però, quello che tengo a sottolineare quando mi vengono fatte questo tipo di domande è che comunque ho parlato di cose che almeno in parte conosco, altrimenti non ne avrei mai parlato. Noi inventiamo storie quotidianamente, chi fa il mio lavoro è portato all’invenzione e al racconto di storie anche del tutto fantastiche, senza aggiungere riferimenti alla realtà. Raccontare qualcosa che si conosce ed è reale viene fuori più facilmente, quindi  per rispondere alla tua domanda, non ti saprei dire una mia paura precisa o quale sia il mio Demone dentro.

Con chi ti farebbe piacere poter collaborare in futuro?

Anche questa è una domanda alla quale non saprei come rispondere, perché di autori con i quali mi piacerebbe lavorare sia come colorista che come disegnatore, ce ne sono tanti. Sicuramente mi piacerebbe lavorare su testate come ad esempio Adventure Time, anche riuscire a parlare con Pendleton Ward l’autore e sentirmi dire che gli piace come disegno o sentirmi chiedere di disegnare una storia scritta da lui, a quel punto probabilmente mi metterei a piangere! Comunque di grandi nomi ce ne sono tanti altri, e non penso che sia necessario nominarteli tutti. Ce ne sono troppi!

Mattia, io ti ringrazio tantissimo, manca solo l’ultimo immancabile rituale: prescrivi un libro per Literary Prescriptions.

Non per fare pubblicità alla casa editrice per cui lavoro (Tuné, ndr.), ma sto finendo di leggere  Dalle rovine di Luciano Funetta che è un romanzo meraviglioso. Ve lo consiglio!

Per quanto riguarda i fumetti, per chi è appassionato sia che si tratti di lettori che di artisti che vogliono intraprendere questa strada – anche a chi fa già questo lavoro anche a livelli alti – io consiglio sempre Asterios polyp di David Mazzucchelli. Per me quella è una Bibbia, sia dal punto di vista narrativo, sia grafico che visivo che nel disegno. Tutto! E’ piacevole e anche chi non sa nulla di fumetti e si trova a leggerlo lo apprezza perché è impossibile non apprezzarlo.

INFO:
Dove trovare Demone dentro

Pagina ufficiale di Mattia Iacono

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