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“L’effetto acquatico” di Sòlveig Anspach

Commedia divertente che parla di sentimenti a fior d’acqua

L’effetto acquatico” di Sòlveig Anspach è un film che parla in maniera romantica di sentimenti a fior d’acqua. Ambientato a Montreuil, nella periferia di Parigi, ha come centro narrativo la storia d’amore tra Samir (Samir Guesmi), un operatore di gru quarantenne, alto e allampanato e Agathe (Florence Loiret-Caille), un’istruttrice di nuoto, vista per caso in un bar.

“L’effetto acquatico” di Sòlveig Anspach – Trailer

In realtà, a rimanere colpito dalla ragazza all’inizio è lui che, per conoscerla meglio, decide d’iscriversi nella piscina dove lei insegna, pur sapendo nuotare benissimo. Fa di tutto per diventare suo allievo, scavalcando gli istruttori che gli erano stati assegnati e si prepara al ruolo dell’adulto impacciato che deve imparare a stare nell’acqua. Ma le sue bugie purtroppo restano in piedi solo per tre lezioni e Agathe, che odia i bugiardi, si arrabbia molto con Samir, rifiutando di rivederlo ancora. Quando il gruista ritorna in piscina gli dicono che Agathe è partita per l’Islanda per partecipare ad un convegno internazionale. Samir non si perde d’animo e decide di raggiungerla. Una volta arrivato si rende conto che non sarà facile avvicinarla e dovrà addirittura acquisire una falsa identità e a fingersi un esperto di geopolitca per poterle parlare.

Per fortuna, l’organizzatrice dell’evento, che ospita in casa Agathe, è anche un’amica di Samir e questo renderà le cose meno difficili del previsto. È proprio lei a farle capire infatti, con una semplice frase, di quanto siano romantiche tutte le peripezie che Samir ha affrontato per conquistarla. Agathe, delusa dalle esperienze del passato, non era riuscita a comprendere il vero volto dell’amore che l’uomo le stava offrendo.

Capita a volte di non vedere la realtà quando si confronta il presente con ciò che è stato, ma la vita offre sempre nuove possibilità. Presentato con successo all’ultimo Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs e uscito in questi giorni nelle sale italiane grazie alla distribuzione Cinema di Valerio De Paolis, “L’effetto acquatico” è un inno alla vita e a quel che c’è di bello in essa.

Un argomento veramente toccante se si pensa che la regista, mentre girava il film, era malata per la recidiva di un cancro. Realizzato tra il 2014 e il 2015, Sòlveig Anspach è morta il 7 agosto di quell’anno, quando ne aveva montato i due terzi. Il resto viene portato a termine dai suoi collaboratori, l’assistente al montaggio Anne Riégel, lo sceneggiatore Jean-Luc Gadget, il compositore Martin Wheeler, il tecnico del suono Jean Mallet e il produttore Patrick Sobelman. Già nel suo primo film, “Haut les coeurs!“, parlò del tumore contro cui stava lottando.

Un carattere autobiografico che riguarda anche le sue origini statunitensi e islandesi e la sua formazione parigina sempre presenti nei suoi lavori, per la maggior parte inediti in Italia. “L’effetto acquatico” fa parte di una trilogia, iniziata con “Back Soon” e “Queen of Montreuil”, dove troviamo gli stessi personaggi del film uscito postumo. Agathe, piccolina e molto vivace, e Samir, alto e goffo, sembrano essere una coppia squilibrata, che hanno poco da condividere. Insieme però creano una magia che rende tutto leggero e divertente, alla quale contribuiscono le persone buffe che li circondano. I cambiamenti di paesaggio denotano la fase di passaggio che i due protagonisti stanno attraversando. Dalle corsie della vasca fredda e grigia della periferia francese si finisce nel selvaggio mondo acquatico delle piscine termali islandesi, dove Agathe e Samir si sentiranno liberi di esprimere i propri sentimenti. Spaesati e senza sovrastrutture, i due potranno essere un tutt’uno con la natura incontaminata, ritrovare la propria emotiva fragilità e la memoria che Samir ha perso per un incidente domestico.

Clara Martinelli