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La XIII edizione della Settimana della Cultura d’Impresa

Ha avuto inizio ieri la XIII edizione della Settimana della Cultura d’Impresa.

L’ente promotore, Confindustria, con l’organizzazione di Museimpresa, l’Associazione italiana archivi e musei d’impresa, daranno vita ad una serie di eventi e iniziative che, da nord a sud, coinvolgeranno diverse città italiane.

Dal 13 al 23 novembre, musei ed archivi d’impresa apriranno le loro porte al grande pubblico.

Solitamente gli archivi aziendali rappresentano una collezione privata, normalmente non fruibile da persone estranee all’azienda; ma i documenti conservati possono comunque essere consultati da studiosi che ne fanno esplicita richiesta, o possono essere utilizzati come supporto per convegni e pubblicazioni relative alla società.

D’altronde, occorre tener conto che questi materiali si trovano all’interno delle sedi aziendali e questo comporta il fatto che la maggior parte di esse possano essere visitabili solo su appuntamento o nei giorni feriali, e in orari prefissati; per non interferire con la normale routine dei lavoratori dell’azienda.

Inoltre, ancora oggi purtroppo, la società vive raramente un rapporto con l’industria, in quanto è molto più radicato nella nostra cultura il concetto del “bello”. Molte persone la considerano ancora un luogo chiuso all’interno dei propri muri, senza alcun legame con l’esterno. Unicamente un simbolo del lavoro, della fatica e quindi non degno di rientrare nel meccanismo della fruizione di massa.

In realtà siamo di fronte ad una realtà che rappresenta una parte imprescindibile della nostra storia, in grado di fornire una chiave di lettura preziosa sulla nostra esistenza e il paesaggio contemporaneo. I luoghi del lavoro sono il simbolo dell’agire dell’uomo e si collocano pienamente nel nostro vissuto.

I materiali dell’età industriale sono fondamentali per una definizione della nostra identità culturale e della nostra civiltà attuale. Non si può avere un quadro completo della nostra storia se si prescinde da queste testimonianze, siano esse materiali fisici, stampe fotografiche o documenti cartacei.

Per ovviare a questo, le società da tempo hanno iniziato a organizzare percorsi espositivi e momenti utili a sensibilizzare e avvicinare il pubblico al mondo dell’industria e in questa settimana della cultura d’impresa avranno l’occasione di raccontarsi e mostrarsi, proprio grazie al loro patrimonio culturale.

In particolare, il 20 novembre vi sarà l’occasione, sulla scia dei musei d’arte, di “Una notte al museo… d’Impresa!”, che permetterà al pubblico di visitare questi spazi anche in tarda serata, sino alla mezzanotte. Parteciperanno all’iniziativa il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”, il Museo dell’Orologio da Torre G.B. Bergallo, la Collezione Branca, la Galleria Campari, il Museo Salvatore Ferragamo, il Museo Kartell Noviglio, l’Archivio Storico La Marzocco, il Museo e Archivio Storico Piaggio, la Fondazione Pirelli, il Museo Rossimoda della Calzatura e il Museo Zambon).

Il ricco programma, scaricabile anche in versione e-book sul sito di Museimpresa (www.museimpresa.com), propone anche:

  • visite guidate all’interno degli archivi, dei musei e in alcuni luoghi del lavoro (come alla distilleria della famiglia Poli a Schiavon di Vicenza e alla Collezione Branca,, dove verrà svolta una visita anche alle cantine), oltre a dimostrazioni sul campo;
  • la visione di documentari storici presso gli archivi (come “L’Internazionale del risparmio. Vita e pensiero di Filippo Ravizza 1875-1957” presso l’Archivio Intesa Sanpaolo), di film d’impresa appartenenti alle cineteche delle aziende (ad esempio, presso Casa Martini e alla Fondazione Giulio Pastore) e di audiovisivi pubblicitari che hanno fatto la storia dei prodotti;
  • dibattiti multidisciplinari e workshop;
  • esposizioni (come “Fototeca Ansaldo Contemporanea”, in cui verranno mostrate nuove letture di fotografie industriali d’epoca, o alla Galleria Campari: dove attraverso fotografie, documenti e progetti viene raccontata la fabbrica);
  • la presentazione di nuovi spazi realizzati dalle imprese per le attività culturali e formative (come Oxy.gen, del gruppo Zambon) e di volumi riguardanti specifici argomenti (ad esempio, “Millesimo di millimetro. I segni del codice visivo Olivetti 1908 – 1978” e “La Dieta Mediterranea”, Il Mulino, Bologna);
  • appuntamenti di formazione e conoscenza (ad esempio alla Fondazione Dalmine si tratterà il tema dell’efficacia dei siti di archivi e musei d’impresa, nella valorizzazione e promozione di questo patrimonio industriale), particolarmente incentrati sulle nuove piattaforme digitali (Crea©tivity, Fondazione Piaggio); incontri di studio e conferenze.

L’appuntamento conclusivo si terrà domenica 23 novembre presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, con la rassegna Cinema Industriale e Made in Italy: dal boom a Expo2015, dove attraverso audiovisivi verrà illustrato il percorso del “Made in Italy” nei diversi settori industriali.

Annalisa Bertani