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La sorprendente attualità dell’opera

Il giornalista e scrittore Corrado Augias ha aiutato il pubblico a conoscere più nel profondo Le nozze di Figaro, musicata da Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte

Siamo abituati a credere che il melodramma sia ormai uno spettacolo in disuso. Quello che prima era uno spettacolo a cui non si poteva mancare, a cui chiunque voleva assistere almeno una volta, ora non gode del successo dei secoli scorsi.

Eppure, se analizziamo l’opera e ciò che vi viene rappresentato, possiamo notare un’attualità di fondo che non manca in nessun melodramma. Le storie possono essere lontane dal nostro modo di vivere e di affrontare le situazioni, ma la morale e gli insegnamenti rimangono immutati.

Questa è l’impressione ricevuta giorni fa, quando al Teatro dell’Opera di Roma si è svolto l’evento gratuito Più tua l’Opera, organizzato dal Gioco del Lotto. Il giornalista e scrittore Corrado Augias ha aiutato il pubblico a conoscere più nel profondo Le nozze di Figaro, musicata da Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte.

Un’opera che a un primo sguardo può sembrare una semplice commediola, ma che grazie all’abilità di Augias nel dipanare l’intricatissima trama mostra quell’attualità di cui si parlava in precedenza.

A cominciare dai protagonisti, personaggi del Settecento che tuttavia potrebbero benissimo incarnare i giorni nostri: Figaro, dapprima barbiere e factotum di Siviglia e ora servo del Conte, di cui non tollera i soprusi al punto da inveire contro di lui a viso aperto, senza paura, denunciando tutti i privilegi che il nobile ha guadagnato solo per nascita; il Conte, chiuso nel suo egoismo e nella sete di potere, che nonostante tutto non è soddisfatto della sua vita, tanto da cercare di negare la felicità anche a Figaro; la Contessa, donna ormai sfiorita e trascurata dal marito, che rimpiange il tempo passato e si chiede dove siano finiti i due giovani innamorati e come sia possibile che tutto ormai sia diventato “pianti e pene”; Susanna, la promessa sposa di Figaro che, nonostante le nozze imminenti, è lusingata dalle avances del Conte tanto da incoraggiarle; Cherubino, adolescente senza guida e senza valori, dedito ai piaceri sessuali ma che invidia la stabilità affettiva degli altri protagonisti.

Dei personaggi, quindi, ancora in grado di rappresentare la nostra realtà. Chiunque potrebbe riconoscersi in uno di loro, a testimonianza che la psicologia, il carattere e gli animi rimangono gli stessi nonostante i cambiamenti del tempo.

Dopo episodi concitati, folli gesti e innumerevoli equivoci, l’opera si conclude con l’aspirazione e il desiderio dei protagonisti di ottenere una parte di felicità.

Anelito che attraversa i secoli e giunge, immutato, fino a noi.

Patrizia Baldino