Letteratura

La Solitudine dei Numeri Primi – Paolo Giordano

Tradotto in circa trenta lingue è un libro minimalista ed essenziale nel quale Paolo Giordano, fisico teorico, non si perde in lunghe descrizioni o riflessioni, ma arriva dritto al punto.

AUTORE: PAOLO GIORDANO
CASA EDITRICE: MONDADORI
ANNO: 2008

“[…] In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. […]”

E’ da questi numeri “speciali” che il libro del 2008 di Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega, prende il suo titolo. Rari e solitari come i protagonisti del libro: Mattia e Alice, due bambini e poi due adulti dalla vita segnata da un evento traumatico. Mattia, gravato dalla vergogna di portare la sua gemella ritardata ad una festa di compleanno decide di abbandonarla in un parco, dove la bambina scompare senza essere mai ritrovata. Alice costretta dal padre a partecipare contro voglia ad una lezione di scii, si allontana dal gruppo dopo essersi fatta la pipì sotto e cade rovinosamente in un dirupo rompendosi una gamba e rischiando di morire.

Le cicatrici dei due, nell’anima e nel fisico, rimangono come marchi indelebili attorno ai quali si sviluppa la loro visione del mondo e della vita, entrambi vittime e carnefici di se stessi. Mattia, sfregiato nella coscienza, per sempre responsabile della scomparsa della sorella e Alice nel fisico, destinata ad odiare il proprio corpo ed il padre. Caratterizzati da disturbi da manuale psichiatrico, il primo sviluppa un tratto antisociale, il bambino prodigio che trova più semplice e logico avere a che fare con i numeri piuttosto che con le persone, non crea i classici e costruttivi rapporti fraterni che tutti i maschi stringono in età scolare; la seconda fa nascere una sorta di sudditanza/dipendenza nei confronti della migliore amica bella e perfetta ed infine cade nel baratro dell’anoressia. Due figure di ghiaccio che non si sciolgono mai neanche entrando in contatto con il calore e la vitalità dei personaggi che orbitano attorno alle loro vite.

Mattia e Alice sanno da sempre che c’è un filo sottilissimo che li tiene uniti, ma che a causa dei loro demoni si trasforma in un muro indistruttibile, attraverso il quale nessuno dei due riesce e forse non vuole mai oltrepassare per avvicinarsi definitivamente e finalmente all’altro. Le loro vite si intrecciano ma nonostante le coincidenze, il fato o il destino, la mente matematica di Mattia lo porta ad accettare gli eventi come puramente casuali. Non esistono legami, non c’è nulla di speciale tra lui ed Alice. L’unico destino è la solitudine.

Molti studi dimostrano che traumi infantili, genitori distanti ed esperienze negative possono segnare la vita di un bambino e l’autore trascrive nel suo romanzo quello che si potrebbe definire un emblematico esempio di crescita interiore e fisica dei protagonisti, prima bambini, poi adolescenti ed infine adulti. C’è chi lo considera troppo superficiale per i temi trattati, chi un semplice impasto di stereotipi usati per descrivere due ragazzi disadattati, ma l’alienazione sociale, grazie alla penna dello scrittore, viene deromanticizzata, resa reale e cruda in un mondo, quello reale, dove nessuno salva nessuno.

Tradotto in circa trenta lingue è un libro minimalista ed essenziale nel quale Paolo Giordano, fisico teorico, non si perde in lunghe descrizioni o riflessioni, ma arriva dritto al punto.
Un buon libro perfetto per chi avesse voglia di fare qualche riflessione andando oltre l’inchiostro sulla carta, ma non a chi si aspetta lo scontato happily ever after. Sembrerà banale, ma i numeri primi esistono, anche per scelta.

Francesca Romana Piccioni