La peste: dai primordi dell’umanità ad oggi – Il Quorum
Storia

La peste: dai primordi dell’umanità ad oggi

L’infezione della peste ha cominciato a colpire l’umanità 3300 anni prima rispetto ai primi resoconti documentati dalle fonti storiche

L’infezione della peste ha cominciato a colpire l’umanità 3300 anni prima rispetto ai primi resoconti documentati dalle fonti storiche, a far emergere questo scenario è stato uno studio pubblicato sulla rivista ”Cell”.

Il batterio della Yersinia Pestis è stato trovato, grazie al sequenziamento del Dna, all’interno di campioni analizzati appartenuti ad uomini vissuti tra 5000 e 2800 anni fa, per sviluppare il suo potenziale infettivo però, ci sarebbero voluti circa mille anni e due mutazioni fondamentali.

Il bacillo della peste è stato sicuramente quello che, nella storia dell’umanità, ha creato più pericoli e epidemie, in alcuni casi a causa delle pandemie si è assistito ad un vero e proprio stravolgimento sociale ed economico, la medicina ha cambiato la concezione di questo morbo solo nel XIX secolo, grazie ad enormi passi avanti che hanno permesso di rendere questo batterio non più pericoloso per l’umanità.

Nella Bibbia una pestilenza, secondo gli studiosi si tratta di peste bubbonica, viene inviata da Dio ai Filistei, nel Primo libro di Samuele troviamo questo passo: ”allora incominciò a pesare la mano del Signore sugli abitanti di Asdod, li devastò e li colpì con bubboni, Asdod e il suo territorio”, il popolo filisteo fu punito da Dio a causa della presa dell’arca dell’alleanza.

Questo episodio è stato raffigurato dal dipinto di Poussin ”La peste di Azoth”, ora conservato al Louvre.

Uno dei primi autori a descrivere, quasi scientificamente, le sofferenze dei contagiati è Tucidide in riferimento alla peste del 430 a.C. scoppiata ad Atene durante la guerra del Peloponneso.

Lo storico è il primo a raccontare chiaramente un’epidemia di peste, anche se molti ricercatori ritengono grazie a recenti scoperte, che si tratti di focolai di febbre tifoide, il greco racconta così: ” persone venivano prese da vampate di calore alla testa, arrossamento e bruciore agli occhi. La gola e la lingua assumevano subito un colore sanguigno, ed emettevano un odore strano e sgradevole. Dopo questi sintomi sopraggiungevano starnuti e raucedine, e dopo non molto tempo il male scendeva al petto con una forte tosse e quando raggiungeva lo stomaco provocava spasmi, svuotamenti di bile e forti dolori”, questa epidemia descritta provocò migliaia di morti e nel 429 a.C. anche Pericle ne rimase vittima lasciando Atene senza una guida.

Tra la fine dell’età antica e l’alto medioevo si susseguirono altre ondate di peste come quella di Giustiniano (543), l’anno 1347 però portò la prima vera epidemia globale, infatti proprio in quell’annata cominciò a colpire la peste nera.

Questa pandemia distrusse oltre 1/3 della popolazione mondiale, il morbo si diffuse in tutte le aree geografiche popolate e in Europa uccise circa 25 milioni di persone.

Inutile dire quanto la peste distrusse gli equilibri geo-politici del vecchio continente, Boccaccio nel Decameron la racconta così: ”quasi senza alcuna redenzione, tutti morivano. E assai n’erano che nella strada pubblica o di dì o di notte finivano, e molti, ancora che nelle case finissero, prima col puzzo de lor corpi corrotti che altramenti facevano a’ vicini sentire sé esser morti; e di questi e degli altri che per tutto morivano, tutto pieno”.

In Italia ci sarà un’altra epidemia raccontata da un grande letterato, ovvero la peste del 1630 descritta da Manzoni nei ”Promessi sposi” e in ”Storia di una colonna infame”.

Nel 1894 Alexandre Yersin, studiò il virus a Honk Hong riuscendo ad isolare il bacillo Yersinia Pestis, nel 1898 si scoprì la correlazione tra peste, roditori e pulci, nel corso del 1800 e del 1900 sono continuati ad emergere alcuni casi di contagio, ma sono rimasti piuttosto isolati e circoscritti, ad oggi l’unico focolaio che preoccupa l’OMS ( organizzazione mondiale della sanità ) è quello sviluppatosi in Madagascar tra il 2014 e il 2015.

Nel corso della storia questa malattia ha influenzato letterati che l’hanno presa come spunto per i loro racconti o romanzi, oltre agli esempi già citati nell’articolo abbiamo: Edgar Allan Poe nella ”Maschera della morte rossa”, Daniel Defoe con il ” Diario dell’anno della peste” o Albert Camus che scrisse ”La peste”.

Gianluigi Marsibilio