INTERVISTE

Intervista a Giulio Batawp Rincione: Paperi, Orfani e Dylan Dog

Giulio Rincione, in arte Batawp è un fumettista e illustratore palermitano.Esordisce nel 2012 con il suo primo fumetto C pubblicato su Verticalismi. Ha collaborato come colorista con Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo su Jan Karski, l’uomo che scoprì l’olocausto per Rizzoli Lizard, e per piccoli editori Americani. Dal 2013 è fondatore, insieme con Francesco Chiappara e Lucio Passalacqua, del “Pee Show”, un collettivo artistico indipendente per il quale realizza Storielline (2013), un trittico di storie brevi. Dal 2014 inizia la sua collaborazione con Shockdom, disegnando il primo volume di Noumeno, scritto da Lucio Staiano e Gianluca Caputo. La collaborazione con Shockdom si estende a tutto il collettivo “Pee Show” nel 2015, e realizza il volume Paranoiæ sia per ciò che riguarda i testi che i disegni. Sempre per Shockdom disegna il secondo volume di Noumeno, scritto ancora una volta da Lucio Staiano. Attualmente è al lavoro sulla trilogia “Paperi”, scritta insieme al fratello Marco Rincione, di cui sono già usciti i primi due episodi, “Paperugo” e “Paperpaolo”, sempre editi per Shockdom edizioni, nella collana Fumetti Crudi. A Giugno 2016 esordisce su Orfani (Sergio Bonelli Editore) con alcune tavole su Nuovo Mondo 9. Oltre al lavoro di autore, è attualmente al lavoro come disegnatore su Dylan Dog per la Sergio Bonelli Editore e su “One$”, terzo volume di “Paperi”, in uscita a settembre 2016.

Domenica 24 Luglio dalle 18:00 in poi Giulio sarà ospite, insieme a Emanuel Simeoni e Fabrizio Des Dorides, del MUSO, festival di  musica e fumetti che si terrà a Oriolo Romano (VT) dal 22 al 24 Luglio (per info: http://www.muso.it/). Per l’occasione lo abbiamo intervistato per voi in anteprima, speriamo così di invogliarvi a venire a conoscere di persona questo bravissimo artista.

– Iniziamo dagli albori, come è nata la tua passione per l’illustrazione?

La mia passione per l’illustrazione, o meglio, per il fumetto, nasce all’età di 15 anni, quando per gioco e scherzo, inizio a fare dei piccoli fumetti in cui prendevo in giro I miei professori. Nonostante non fossi minimamente dotato nel disegno, scoprii la bellezza di avere un pubblico (I miei compagni di classe infatti erano entusiasti di questi fumetti “artigianali”). Da lì ho capito che avrei voluto fare il fumettista di mestiere, e non ho perso tempo, una volta conseguito il diploma, ad iscrivermi alla scuola di fumetto di Palermo.

– Il tuo libro “Paperi” è nato dalla collaborazione con tuo fratello gemello Marco. Com’è stato lavorare con lui?

Molto più semplice di quanto non ci si possa mai immaginare. Il feeling con Marco è totale, ed è sempre stato uno scrittore di grande spessore (a mio avviso, sia chiaro).  Ogni tanto non ci troviamo d’accordo su alcune scelte, ma troviamo facilmente un accordo.

– Perché proprio “Paperi”?

I paperi sono un enzima catalizzatore di emozioni. Permettono al lettore di avvertire in modo più forte il messaggio che vogliamo comunicare col fumetto.
E poi adoro disegnarli.

– Con chi ti piacerebbe collaborare un giorno?

La sparo grossissima, con Gaiman e McKean in un libro a tre.
Ok, scendo subito.

– Prescrivi un libro o un fumetto ai lettori della mia rubrica “Literary Prescriptions”.

Prescrivo “Stray Toasters”, graphic novel scritto e disegnato dal maestro Bill Sienkiewicz, di lettura abbastanza complessa, ma davvero meritevole.

Ringrazio Giulio per la sua disponibilità e gli do appuntamento al 24 Luglio, che devo assolutamente farmi fare autografo e dedica sulla mia copia di “Paperi”.

Francesca Romana Piccioni

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