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Intervista a Andy Ventura: canzoni disegnate, Pink Floyd e fantascienza

Andrea “Andy” Ventura, grafico illustratore e vignettista, classe 1983, disegna, scarabocchia e si nutre a Frascati (RM). Accetta lavori dentro e fuori il sistema solare (no perditempo). Noi lo abbiamo intervistato per voi, perché le sue opere spesso rallegrano le nostre giornate e perché in totale onestà la sottoscritta ha un debole per i fumettisti, non so se si era capito…
– Partiamo dal principio, tu hai iniziato come grafico e poi ti sei dato anche all’illustrazione, cosa ti ha spinto a varcare quel confine?

Si, mi sono diplomato in una scuola per grafici pubblicitari. Nel mentre che la facevo ho sempre disegnato da autodidatta. Il mondo dell’illustrazione mi è balzato per caso davanti a gli occhi quando appena laureato iniziai a collaborare con un’azienda che produceva filmati, cartoni animati e contenuti multimediali per musei e siti archeologici. Ho fatto di necessità virtù.

– “Canzoni disegnate così come sono state scritte” è ormai  un cult, da cosa è nato questo progetto?

La racconto sempre. Ero in macchina e ascoltavo una canzone di Francesco de Gregori “Non c’è niente da capire”. In un verso dice “Ma se i tuoi occhi fossero ciliegie io non ci troverei niente da dire”. Ho immaginato la scena , me la sono appuntata e ritornato a casa l’ho disegnata di getto. Via via me ne sono uscite altre 15-20. Ho iniziato a pubblicarle e la gente le ha cominciate a condividere senza sosta.

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– Che rapporto hai con la musica? La ascolti mai mentre lavori?

Non riesco a vivere senza musica. L’ascolto sempre mentre lavoro. E’ una mia fissa. A tutte le ore.  Prediligo gli mp3 che ho nel pc o faccio zapping su youtube, facendomi consigliare a volte dal sito a volte vado random per ascoltare qualcosa che ancora non ho ascoltato.

– Consiglia ai nostri lettori un album che non può mancare in una casa rispettabile.

The  Dark side of the Moon dei Pink Floyd

– Sei un vulcano di idee: “Coppie improbabili”, “Fumetti italiani Hipsters”, “Il mash-up del venerdì”, sono solo alcune del tue creazioni. Ti ispiri a qualcosa in particolare?

Mi ispiro innanzi tutto al piccolo mondo che mi circonda, casa, strada, cose sentite nei bar, negozi, in giro. La mia seconda ispirazione è invece la ricerca metodica di nozioni e input. In giro per il web, leggendo un libro, riviste, guardando la tv. Avendo tanti input più o meno potenti il cervello ci lavora autonomamente. La scintilla dell’idea prima o poi arriva.

– Nuovi progetti nel cassetto?

Ho un faldone pieno di idee, via via le tiro fuori. In più ho pacchi di fogli, foglietti, post-it pieni di idee appuntati che attendono il loro turno.

– Viaggiando con la fantasia con quale autore/fumettista ti piacerebbe un giorno poter collaborare?

Viaggiando con la fantasia, vorrei collaborare con autori purtroppo già morti. Mi riferisco a Jacovitti, Pazienza, Moebius, Bonvi.

– Il tuo stile mi ricorda un po’ Calvin e Hobbes di Bill Watterson (non mi uccidere, ti prego). Hai un fumettista del cuore?

Mi hanno detto che disegno i nasi come Pazienza, che disegno con i piedi, ma mai che disegnassi come  Bill Watterson. In realtà in almeno 2 o 3 Mashup che pubblico di solito il venerdì ho unito i disegni di Calvin e Hobbes con qualcos’altro. Quindi la risposta è Ni. Ho mimato il suo tratto ma per fini meramente grafici.

– Sul web hai parecchi fan, dall’alto della tua esperienza, cosa consiglieresti ad un ragazzo che volesse intraprendere il tuo mestiere?

Che può farcela, a patto che sia estremamente, paziente, perseverante, disposto a cambiare qualora non scorra in modo corretto, che la strada è lunga, tortuosa e molto molto in salita e che le scorciatoie a volte potrebbero portare fuori strada. Essere onesti, onesti intellettualmente, onesti con se stessi, onesti sempre! Anche quando il tuo vicino non lo è. Sul lungo periodo ogni fatica verrà ripagata.

– Prescrivi un libro o un fumetto ai lettori della mia rubrica Literary Prescriptions.

Vi consiglio una lettura estiva rinfrescante. Il primo Urania uscito: Le sabbie di Marte di  Arthur C. Clarke. Fantascienza allo stato puro.

Se Andy vi aveva conquistato calando l’asso con i Pink Floyd, per quanto mi riguarda ha vinto la partita sfoderando Arthur C. Clarke e i classici Urania. Questi fumettisti… ma quante ne sanno?

Francesca Romana Piccioni

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