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“Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini” di Rebecca Miller – Trailer e recensione

Commedia romantica e divertente con Ethan Hawke, Julianne Moore e Greta Gerwig

“Il piano di Maggie”, diretto da Rebecca Miller, è uno dei film più belli e divertenti usciti durante l’estate. Ambientato nel Greenwich Village e tratto dal romanzo di Karen Rinaldi, edito in Italia da Rizzoli con il titolo “A cosa servono gli uomini”, ha come protagonista Maggie Hardin (Greta Gerwig), un’insegnante d’arte trentenne allegra e affidabile, che vive la propria esistenza pianificandola e organizzandola minuziosamente.

Single, Maggie vuole avere un figlio, ricorrendo all’inseminazione. Trovato il donatore giusto, Guy (Travis Fimmel), ex compagno di college di origini scandinave, genio della matematica che si è dato al commercio di cetrioli sottovetro, decide di procedere.

Nel frattempo però incontra John Harding (Ethan Hawke), un insigne professore di antropologia, scrittore in crisi, del quale Maggie s’innamora ricambiata. Con la scintilla dell’amore, John sembra ritrovare la vena creativa utile a portare avanti il suo romanzo, che si era dissipata a causa del suo matrimonio infelice con la competitiva e dispotica Georgette Nørgaard (Julianne Moore), una brillante professoressa universitaria danese, molto presa da se stessa e dal suo lavoro, per il quale trascura marito e figli.

Maggie scopre di essere incinta e con John, che nel frattempo ha lasciato la moglie, formano la classica famiglia allargata. Continuando ad insegnare, lei si occupa di Lily, la bimba nata dalla loro unione e anche dei due figli del marito, permettendogli di scrivere il suo romanzo a tempo pieno. Sostenuta e confortata da Tony e Felicia, eccentrica e divertente coppia di amici, Maggie si rende conto che il suo rapporto con John, dopo tre anni di vita insieme e di grandi sacrifici, non la soddisfa pienamente. Si sente confusa, pensa che il marito abbia mantenuto un legame troppo stretto con Georgette e pensa che si amino ancora. Un giorno, incontra la ex moglie di John, mentre sta firmando le copie del suo ultimo saggio ad una presentazione del libro. Maggie le esprime le sue perplessità e con lei, decisa a riconquistare John, organizza un piano per farli rimettere insieme. Di nuovo sola, la ragazza, forte nel suo ruolo di mamma, scoprirà che il destino fa il suo corso e, senza forzature, può riservare sempre delle sorprese.

“Il piano di Maggie”, sceneggiato dalla stessa Miller, figlia del drammaturgo e scrittore Arthur, prende di mira il mondo intellettuale che lei frequenta da quando era bambina e del quale ne conosce tutte le inquietudini. Ma la manipolazione al femminile è il vero centro del film. E’ Maggie a proporre all’altera Georgette di organizzare un piano per rispedirle a casa l’ex marito. Una manipolazione non priva di buon senso perché Maggie si è resa conto, nel frattempo, che quello che tra lei e John sembrava un grande amore era in realtà solo un’attrazione momentanea da parte di entrambi e tale sarebbe dovuta rimanere.

Quindi perché restare insieme quando invece dall’altra parte c’è Georgette, mai completamente rassegnata ad essere stata abbandonata, pronta ad accogliere il padre dei suoi figli a braccia aperte?

Tra l’altro Maggie dovrà anche indagare sulla paternità della sua splendida bambina, che, per alcuni elementi, si rende conto potrebbe essere incerta. E se l’inseminazione fosse andata a buon fine e Lily fosse figlia invece di Guy?

“Il piano di Maggie” è una commedia romantica, densa di dialoghi comici e riflessioni sull’amore, che si occupa senza essere banale di temi interessanti relative alle dinamiche di coppia, delle famiglie allargate e alle variazioni del destino. La brava Greta Gerwig (“Frances Ha”, “Mistress America”), attrice, scrittrice e ora anche regista alle prese con il suo primo film, incarna perfettamente Maggie nella sua logica e leale purezza. Julianne Moore, nei panni dell’antipatica intellettuale Georgette, è perfettamente a suo agio, mentre con estrema crudeltà organizza l’occasione d’incontro per far cadere John tra le sue braccia. Il povero e confuso professore di antropologia, è ben interpretato dal bravo Ethan Hawke, che non praticava i set di una commedia dai tempi di “Giovani, carini e disoccupati”.

Clara Martinelli