Scienza

Exomars, una nuova era nello studio del pianeta rosso

ExoMars cambierà la nostra concezione del pianeta rosso, e forse dello spazio, siamo pronti ad una stagione di scoperte eccezionali

Inizia una nuova fase per la ricerca della vita su Marte. La partenza, avvenuta lunedì mattina (10:30 ora italiana) dal cosmodromo kazako, di ExoMars rappresenta l’inizio di una nuova avventura targata ESA (European Space Agency) e Roscosmos ( Agenzia Spaziale russa).
Da Baikonur inizia un viaggio della durata di 7 mesi verso il pianeta rosso, la sonda dovrà percorrere 483 milioni di Km per portare il TGO (Trace Gas Orbiter) e il Lander Schiapparelli a destinazione.

Il TGO cercherà e analizzerà a fondo le tracce di gas nell’atmosfera, ad esempio il metano, perchè potrebbero indicare la presenza di vita sulla superficie del pianeta.
Nel 2014 il rover Curiosity aveva individuato la presenza di metano, gli scienziati credono sia stato prodotto da microbi presenti sul pianeta.

L’attenzione sulla missione è massima, si dividerà in due fasi: la prima cominciata proprio questa settimana, la seconda inizierà nel 2018 e porterà un nuovo lander, adatto anche a perforare il terreno (grazie ad un trapano tutto italiano) e studiare i campioni raccolti.
Il nostro paese è centrale nella missione, l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) è la principale sostenitrice della missione, con un 40% degli investimenti totali.

Sono cinque gli strumenti che il nostro paese ha collaborato a progettare: la camera CaSSIS (Colour and Stereo Scientific Imaging System), DREAMS (Dust Characterization, Risk Assessment and Environment Analyser on the Martian Surface) che attraverso dei sensori per la misura dei parametri meteorologici offrirà dati sull’influenza atmosferica su Marte, AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis), MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies) spettrometro utilizzato lo studio della geologia marziana che effettuerà anche perforazioni sul suolo e INRRI (INstrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigation).

La missione ritornerà al centro dell’attenzione il 16 ottobre, data in cui Schiapparelli farà la discesa sul pianeta.
La fase di discesa del Lander sarà molto importante, perchè in questa stagione su Marte si verificano tempeste di polvere. Schiapparelli funzionerà per un breve periodo, le sezioni per azionare gli strumenti sono state ben studiate dai tecnici per ottenere dati rilevanti.

Su Marte l’ESA ha già tentato missioni robotiche, non particolarmente fortunate, ad esempio nel 2003 la missione Beagle 2 fallì miseramente, infatti il rover, dopo la fase di discesa, non mandò alcun segnale al centro di controllo.

Da questa missione tutti ci aspettiamo tanto, la risposta più affascinante che gli scienziati stanno cercando tra le sabbie di Marte è quella alla domanda: siamo soli nell’universo?

Gianluigi Marsibilio