Scienza

“Essere una donna é ancora motivo di discriminazione”. Amalia Ercoli-Finzi

Abbiamo incontrato Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureata in ingegneria aeronautica nel nostro Paese. La scienziata è stata al centro delle più importanti missioni spaziali degli ultimi anni, ad esempio sua è la supervisione per lo strumento di trivelazione del lander Philae

Abbiamo incontrato Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureata in ingegneria aeronautica nel nostro Paese. La scienziata è stata al centro delle più importanti missioni spaziali degli ultimi anni, ad esempio sua è la supervisione per lo strumento di trivellazione del lander Philae.

È stata nel Consiglio Tecnico Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana, attualmente è docente onororario al Politecnico di Milano.

Il nostro dialogo è partito dallo spazio per poi concludersi con una riflessione sullo stato delle donne nella scienza.

– Cosa vuol dire per la ricerca spaziale essere arrivati su una cometa? Rosetta è stata una sfida vinta?

Il successo di Rosetta é duplice: scientifico e tecnologico.
Dal punto di vista scientifico Rosetta ci ha dato informazioni nuove e straordinarie sulla composizione e le caratteristiche fisiche della cometa, che poi si traducono in informazioni sull’origine e l’evoluzione del Sistema Solare.
Dal punto di vista tecnologico Rosetta ha dimostrato la possibilità di progettare una missione (materiali, operazioni, strumenti, comunicazioni,…) che prevedeva un viaggio di oltre 10 anni e soprattutto la capacità europea di scendere su un corpo celeste così piccolo e così lontano.

– ExoMars è sicuramente una missione spaziale molto importante per il nostro Paese. Quali risultati si aspetta dai dati che dal prossimo ottobre cominceranno ad arrivare?

Questa missione di ExoMars ha lo scopo primario di dimostrare che siamo in grado, noi europei, di “ammartare”, operazione difficile e pericolosa che realizzeremo ad Ottobre. La missione del 2018 é invece mirata alla scoperta di tracce di vita (passata o …presente) utilizzando sofisticate apparecchiature di indagine e analisi.

– Quanto è importante il contributo che l’Italia sta dando alla ricerca spaziale?

L’Italia sta contribuendo alla ricerca spaziale in modo sostanziale e partecipa a tutti i grandi programmi con obiettivi sia applicativi che scientifici e in misura ben superiore di quanto sarebbe tenuta a fare sulla base dell’investimento che la Nazione fa nel settore.

– Lei crede che tornare sulla luna sia una condizione necessaria per l’uomo per approdare su Marte?

La Luna, date le sue condizioni di prossimità alla Terra e di facilità di accesso, rappresenta il “naturale” test bed per una missione su Marte con equipaggio, in particolare per quanto riguarda tecniche di ISRU e di sopravvivenza a lungo termine.

– Di cosa abbiamo ancora bisogno per programmare definitivamente una spedizione umana sul pianeta rosso?

Capacità di sopravvivere alle radiazioni per circa due anni, di costruire un avamposto, di recuperare risorse in situ (in particolare il combustibile per il viaggio di ritorno), di sopravvivere alle tempeste di sabbia, di affrontare il cambiamento stagionale marziano, …C’é ancora tanto da fare, ma siamo sulla buona strada.

– Iniziative come il Google Lunar Prize aiuteranno a riportare l’uomo sulla Luna?Quanto è importante per il nostro team riportare un risultato positivo in questa “competizione”?

Google Lunar XPrize si colloca nell’ambito della iniziativa privata per lo spazio che nel futuro consentirà facilità di accesso, riduzione di costi e una varietà di applicazioni al momento imprevedibili.

– Quale missione che sarà svolta nei prossimi anni potrebbe cambiare la concezione di vedere lo spazio o perlomeno il nostro sistema solare?

Il problema sostanziale é quello energetico: sistemi propulsivi  e sistemi di alimentazione in orbita ad alta efficienza. Soluzioni fantascientifiche non sono al momento a portata di mano, ma io sono ottimista.

– Com’è cambiato il ruolo delle donne nello spazio dal momento in cui si è laureata?

Quando mi sono laureata non c’erano donne “spaziali”, ma perché l’attività spaziale era appena incominciata. Adesso ce ne sono molte e brave.

– Essere una donna nella scienza è ancora motivo di discriminazione?

E’ l’essere una donna che é ancora motivo di discriminazione, per questo le donne e soprattutto le giovani devono essere sostenute, specialmente quelle che intraprendono il cammino delle scienze spaziali, perché abbiano la possibilità di mettere a frutto tutta la loro capacità.

Gianluigi Marsibilio