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Dormire in un nido sotto le stelle? Si può in Salento, a Parco dei Paduli

Estate 2016 in Puglia: mare, bicicletta e… Paduli!

Estate 2016, tempo di vacanze e di relax per il corpo e per la mente: quale migliore occasione per un viaggio in Salento alla scoperta di posti nuovi, prelibatezze da gustare, mare da vivere con spiagge splendide e, perché no, ritrovato contatto con la natura. Il Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli, dalla provincia di Lecce, risponde a tutte queste caratteristiche.

DORMIRE IN UN NIDO SOTTO LE STELLE – L’idea di dormire in un nido è l’evoluzione di un esperimento di Land Art che ha trasformato il maestoso uliveto in un albergo a cielo aperto. I rifugi biodegradabili realizzati per il progetto Nidificare i Paduli, con materiale di scarto dell’agricoltura, sono un esempio perfetto di costruzione ecocompatibile. Un’esperienza unica che restituisce una totale immersione nel verde. Dormire sotto le stelle non è mai stato più romantico di così. In caso di pioggia, il Parco mette a disposizione la “Caseddha”, una tipica costruzione rurale che è stata recuperata tenendo conto dei principi della bioedilizia, alimentata solo da energia rinnovabile.

COSA SI FA AL PARCO AGRICOLO DEI PADULI?Il Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli è anche luogo di bike sharing per passeggiate in compagnia di guide del posto , per godere al meglio la bellezza del verde locale. Si può dormire sotto le stelle o approfittare delle abitazioni tradizionali affittate dai proprietari nei centri più vicini. Periodicamente, è possibile prendere parte a laboratori del gusto per assaporare un ricettario basato sulla sapienza dell’antica tradizione culinaria contadina. Vi consigliamo di seguire il sito ufficiale perché, soprattutto nella bella stagione, è sempre presente una rassegna di eventi all’aperto, ci sono alte probabilità di trovarsi nel mezzo di un concerto di musica popolare o di nuove proposte elettroniche, il tutto coronato da un’ambientazione da sogno. Non a caso, l’artista Dem ha scelto proprio i Paduli per costruire un’installazione permanente: il guardiano Niodemo, costruito solo di elementi trovati nel Parco. Guardiamo insieme qualche immagine.

Le immagini qui riprodotte sono una gentile concessione di Parco Paduli. Per ulteriori scatti, invitiamo a visitare questo link.

IN BICICLETTA IN PUGLIA NELLE CICLABILI DEI PADULI – Tra le attività dei Paduli, segnaliamo il progetto “Mobilità lenta” per riscoprire una nuova segnaletica fatta di alberi. Leggiamo sul sito: “Oltre 300 beni (tra botanici, architettonici, geologici e antropologici) raccontano attraverso gli “infocircle” un paesaggio fatto di ulivi secolari, attraversato da canali e da una fitta rete di sentieri, distinto da una ricca biodiversità, punteggiato di masserie, pajare, motte, casini di caccia, cripte, chiese rupestri, trappeti, vore (inghiottitoi naturali d’acqua) dolmen, menhir, boschi, laghi temporanei e stagni e animato da fiere, mercati, riti ancestrali e feste campestri”. Un viaggio unico nel verde, alla scoperta dei segni del passato da percorrere anche a piedi o a cavallo.

I PERCORSI E GLI ITINERARI – ITINERARIO DELLE PIETRE LUNGHEZZA DEL PERCORSO 12, 55 KM DIFFICOLTA’ MEDIA – Un percorso nel feudo di Giuggianello alla scoperta delle antiche tracce dell’Età del Bronzo (menhir, dolmen), delle misteriose forme dei Massi della Vecchia, cui sono legate antiche e suggestive leggende locali e alla scoperta delle caratteristiche costruzioni rurali salentine (frantoi ipogei, pajare) e degli antichi edifici di culto. Si prosegue con il percorso OLIVI SECOLARI, TRA VORE E CANALI, LUNGHEZZA DEL PERCORSO 12.55 km, DIFFICOLTA’ BASSA – Un itinerario affascinante attraverso gli elementi naturalistici e antropici che caratterizzano l’area rurale tra San Cassiano e Botrugno, dove i sistemi di canalizzazione delle acque piovane (vore, inghiottitoi) sorprendono i visitatori in anfratti nascosti tra gli ulivi secolari, dove non è raro trovare manufatti di un tempo come le “neviere”, in uso sino ai primi del ‘900 per la conservazione del ghiaccio. TRA I SENTIERI DEL BOSCO BELVEDERE, LUNGHEZZA DEL PERCORSO 16,3 KM, DIFFICOLTA’ BASSA – “Tra i sentieri del Bosco Belvedere” è un itinerario tra strade sterrate e sentieri che inerpica sulla Serra di Supersano, a caccia delle tracce dell’antico Bosco Belvedere, una distesa di querce e lecci che un tempo ricopriva l’intero territorio dei Paduli, successivamente soppiantato dalla coltura dell’olivo. In questo paesaggio inatteso si incontrano tracce delle antiche civiltà che abitavano la valle, come il menhir coelimanna, la cripta della Madonna di Coelimanna, l’affascinante masseria Stanzie e lo storico Casale Sombrino. LE MASSERIE, LUNGHEZZA DEL PERCORSO 17,2 DIFFICOLTA’ BASSA – “Le masserie”, un’escursione nei comuni di Surano e Nociglia alla volta delle masserie, i luoghi simbolo della vita contadina in cui ancora oggi è possibile scoprire antiche usanze e sapori autentici. Le antiche masserie dei Paduli rappresentano zone d’ombra dove sostare prima di riprendere il cammino e nel contempo punti d’osservazione panoramica da cui si domina lo sconfinato paesaggio del parco.

IL PARCO AGRICOLO MULTIFUNZIONALE DEI PADULI – Ci troviamo in Puglia – nel profondo Salento – tra il Mar Adriatico e lo Jonio, in provincia di Lecce dove, ad ovest della S.S. n. 275, si estende l’area rurale dei Paduli. Il vasto e maestoso uliveto secolare di 5.500 ettari deve il suo nome all’antica presenza di aree padulose, infatti, l’area era un tempo occupata da una fitta foresta di querce, di cui ne resiste ancora qualche esemplare. Oggi il Parco Multifunzionale fonda la sua dottrina sul rispetto del territorio attraverso un’agricoltura consapevole e un’idea di turismo sostenibile. Un esperimento ideato e prodotto dalla partecipazione degli abitanti che ha ottenuto importanti riconoscimenti, come quello di rappresentare l’Italia a Bruxelles nella quarta edizione del Premio biennale del Paesaggio europeo.

IL SUCCESSO DEI PADULI – La candidatura MiBACT è una garanzia per chi vuole spendere un po’ di tempo a visitare il Parco. L’assegnazione avviene infatti considerando un’ottica di innovazione, sostenibilità e partecipazione: insomma, i Paduli rappresentano perfettamente un ponte tra radici e innovazione ma niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza gli abitanti dello stesso territorio. Tutto è iniziato circa dieci anni fa con il primo progetto finanziato dalla Regione Puglia e poi integrato nel Piano paesaggistico regionale come Progetto pilota. Una sinergia di associazioni locali di nove comuni è riuscita a progettare e diffondere forme alternative di mobilità, trovando inoltre un rinnovato spazio per la cura del territorio e dei suoi prodotti, con attenzione ai metodi tradizionale di lavorazione.

Credit: Francesco Buccarelli, Alberto Caroppo,
per gentile concessione del Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli