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Cruise e la marmotta

Esce questo weekend “Edge of Tomorrow – Senza domani”, il film di fantascienza del 2014 diretto da Doug Liman, con protagonisti Tom Cruise ed Emily Blunt

In “Edge of Tomorrow-Senza Domani”, il mondo è in guerra contro una forza aliena inarrestabile, nessun esercito, tantomeno gli individui, riescono a sconfiggerla. Milioni di uomini e donne coinvolti in questa guerra, continueranno a cadere di fronte ai “Mimics”, fino a quando una improbabile recluta della United Defense Force riesce a mettere in atto la strategia più (im)plausibile: quella del… Vivi… Muori.. Ripeti… (!)

Nel film, Tom Cruise (in ottima forma) interpreta il tenente William Cage, un ufficiale militare, che non è mai sceso in prima linea, ma che sotto minaccia e mal consigliato da un generale a quattro stelle, rimane intrappolato in un loop temporale indotto dagli alieni.

Liman, un fan dei classici sulla Seconda Guerra Mondiale, ha cercato di evocare quel periodo pur continuando a ricercare un mondo più futuristico e adatto ad un pubblico contemporaneo. Per rappresentare l’equivalente di due giornate del film, anche se rivissute più volte, il team addetto alle scenografie ha allestito 47 set – 27 esterni e 20 interni. E svolgendosi la storia nell’arco di un ciclo temporale, molti set sono stati completati o riprogettati per far sì che corrispondessero al ciclo appropriato.

L’intero film è stato girato in Inghilterra, soprattutto presso i Leavesden Studios della Warner Bros. Oltre a nove teatri di posa della struttura, che offrono più di 9 ettari di spazio scenico, dispone di un backlot di 40 ettari, rendendo Leavesden il luogo ideale per ricreare l’invasione di una spiaggia su larga scala, e riprodurre l’area dell’aeroporto di Heathrow divenuto una base militare con all’interno una varietà di attrezzature da combattimento, e navicelle; ed un (impressionante) Louvre semi distrutto, tra gli altri set e sfondi.

Il regista Doug Liman è stato attratto dal progetto dalle circostanze estreme e totalmente inusuali in cui si trova Cage. “Il concetto di questo ciclo temporale davvero unico, mi ha spinto a fare il film”, dice. “Lascia molto spazio all’approfondimento del personaggio di Tom, e testimonia giorno dopo giorno, rivivendo gli stessi eventi, quello che porta Cage ai limiti”.

Questo loop lo costringe inoltre a diventare non solo un soldato, un “vero” uomo (progressivamente consapevole della propria iniziale inettitudine e soprattutto rafforzato dalle proprie vulnerabilità… vi ricorda qualcuno?)”. Un progetto come questo cela un significato più profondo dietro le scene epiche d’azione, condite da un grande, riuscito senso dell’umorismo. Ma di questo non parlerò in questa sede.

Emily Blunt (bravissima) interpreta il soldato che rende possibile a Cage la sua evoluzione: il Sergente Rita Vrataski, la più tenace guerriera della resistenza. A proposito… chi vi ricorda il nome “Rita”? Beh… bando agli indugi ed agli spoilers. Il film è davvero godibile e per i cinefili o chi coltiva una certa familiarità col mondo videoludico dichiaro subito aperta la caccia alle (molteplici) citazioni.

Massimo Lanzaro