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Croissant

Una celebre leggenda popolare ne attribuisce l’origine ai fornai viennesi. A ispirarli sarebbe stato il vessillo turco e, più precisamente, la mezzaluna, da cui il termine croissant, che significa, infatti, luna crescente

Vienna, settembre 1683. L’esercito polacco-austro-tedesco, in quella che verrà ricordata come la “Battaglia di Vienna”, mette fine all’assedio della città da parte dei turchi, frenando, in tal modo, l’espansione ottomana in Europa.

Una celebre leggenda popolare attribuisce ai fornai viennesi, insospettiti dai rumori incautamente provocati dai turchi nel tentativo di asserragliare la città cogliendo di sorpresa l’esercito nemico, il merito di aver agevolato la vittoria dell’armata austriaca sugli ottomani, nonché quello di aver creato, per celebrare la stessa, una delle specialità dolciarie ancora oggi più amate nel mondo: il croissant. A ispirarli sarebbe stato proprio il vessillo turco e, più precisamente, la mezzaluna, da cui il termine croissant, che significa, infatti, luna crescente.

In verità il croissant, da noi meglio conosciuto come brioche o cornetto, non è un dolce celebrativo di un successo militare bensì l’evoluzione del Kipferl, un dolce austriaco a forma di mezzaluna – composto da farina, burro, uova, acqua e zucchero – che veniva abitualmente venduto nelle pasticcerie parigine alla fine dell’800 quale viennoiseries; è dalla felice unione fra l’Austria e la Francia che nasce, quindi, il croissant per come oggi lo conosciamo.

Qualunque sia stata la sua origine, quel che è certo è che il croissant, nelle sue numerose varianti, è diventato una delle specialità alimentari dolciarie di maggior successo.

Francesi a parte, gli italiani si annoverano indubbiamente fra i più accaniti consumatori della mezzaluna di sfoglia, soprattutto in abbinamento al cappuccino.

Se la Francia è la capitale indiscussa del croissant, l’Italia non è tanto da meno: la varietà di brioche nelle quali ci si può imbattere, non solo con riferimento alla forma e all’impasto ma anche alla farcitura, sono davvero numerose, nelle pasticcerie come nei bar e nelle panetterie, e non solo nella versione dolce ma anche in quella salata.

Nel nostro paese i croissant sono stati recentemente nell’occhio del mirino per via dell’inchiesta andata in onda all’interno di una popolare trasmissione televisiva nella quale si rendeva nota la circostanza che una buona parte dei cornetti che vengono smerciati sono assai poco salutari in quanto ricchi di margarina o di palmisto, ovvero di grassi particolarmente dannosi per la salute.

Dunque anche il croissant potrebbe essere annoverato nella lunga lista delle “cose buone della vita” che sono “illegali o immorali o fanno ingrassare” (e nel caso, specifico, che possono danneggiare la salute); pertanto, come regolarsi?

Rinunciarvi per sempre in nome della salvaguardia del supremo bene della salute o continuare o consumarlo quotidianamente, incuranti della sua sovente scarsa genuinità?

Basta, come sempre, usare il buon senso: prediligere un’alimentazione sana e leggera e, di tanto in tanto, concedersi una brioche, possibilmente artigianale e di qualità, e perché no, anche di notte – in fondo le “cornetterie” notturne ormai dilagano -, magari una notte di luna crescente.

Dalila Giglio