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Banksy, la mostra a Roma con Guerra, Capitalismo & Libertà a Palazzo Cipolla – BOOM DI VISITE

Tutto sulla mostra dedicata allo street artist, più un commento di Sabina de Gregori

Tutto sulla mostra dedicata allo street artist, più un commento di Sabina de Gregori.

Inaugurata dal 24 maggio a Palazzo Cipolla, fino al prossimo 4 settembre 2016, l’esposizione di opere dello street artist internazionale noto come Banksy. Una mostra ideata, promossa e realizzata da Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e curata da Stefano Antonelli, Francesca Mezzano e Acoris Andipa.

BOOM DI VISITE – 6.211 visitatori in meno di una settimana, 3.500 solo nel week-end. Lunghissime le file in via del Corso, un dato importante che segnala un’affluenza senza pari. L’orario di apertura di Guerra, Capitalismo & Libertà è stato infatti esteso dalle 10 alle 21 e si prevede l’annullamento della iniziale chiusura settimanale del lunedì. L’esposizione sarà quindi fruibile 7 giorni su 7.

LA MOSTRA – La mostra Guerra, Capitalismo & Libertà, comprende un esteso corpus artis su Banksy proveniente da collezioni private internazionali. Saranno esposti dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari, molti di questi mai esposti in precedenza. È una mostra no-profit, caratterizzata da una forte componente didattica destinata alle scuole, che costituisce un’esauriente rassegna scientifica dell’artista noto come Banksy. Cosa dobbiamo aspettarci dalla mostra?

IL COMMENTO DI SABINA DE GREGORI – Abbiamo chiesto l’opinione di un’esperta del settore per avere un’idea di cosa aspettarci da Guerra, Capitalismo & Libertà. Sabina de Gregori, autrice di “Banksy, il terrorista dell’arte” per Castelvecchi, ci ha raccontato: “Non è mai stata fatta una mostra su Banksy di questa portata, in grado di raccogliere un quorum di opere importanti e di dare l’idea del mercato che ruota intorno a questo artista. È una mostra che accompagna il visitatore in un percorso di conoscenza e approfondimento e può essere visitata a diversi livelli: parlerà a chi lo conosce solo per nome e a chi ne è già appassionato”. Sabina de Gregori spiega che l’esposizione può finalmente rappresentare il cambiamento in chi vede nella street art solo l’aspetto vandalico: “Mi aspetto un cambiamento di idea e finalmente l’accoglienza di un nuovo linguaggio artistico che fa già parte dell’arte contemporanea”. A questo possono sicuramente contribuire i workshop dedicati ai bambini: “È importante che ci sia un’educazione alla bellezza sin dall’infanzia” aggiunge Sabina, nella speranza che questa mostra possa contribuire all’investimento di fondi e spazi per la divulgazione e “anche di una nuova generazione in grado di occuparsi della critica della street art, perché un nuovo linguaggio ha sempre bisogno di nuovi strumenti interpretativi e questo ha senso solo se portato avanti dalle persone che vivono nello stesso tempo in cui gli artisti producono arte”.

BANKSY, LA MOSTRA – L’artista, originario di Bristol, ha influenzato enormemente la scena artistica a livello mondiale ed è oggi considerato il massimo esponente del movimento artistico conosciuto come Street Art. Nella mostra sarà messa in luce la sua visione artistica di fronte agli avvenimenti sociali e politici internazionali, dalla serigrafia di alcune scimmie che dichiarano ‘Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge’ (Ridete adesso ma un giorno saremo noi a comandare), passando per l’agghiacciante immagine di ‘Kids on Guns’.

CHI È BANKSY – Banksy è una delle figure più discusse, dibattute e acclamate dei nostri tempi, il suo anonimato ha catturato l’attenzione del pubblico internazionale già dalla fine degli anni Novanta. È un artista urbano che utilizza una vasta gamma di supporti, dalla pittura su tela, alle serigrafie e sculture, alle grandi installazioni, creando delle scenografie animate in cui ha coinvolto, occasionalmente, anche animali viventi. I suoi lavori sono caratterizzati da umorismo e umanità, intendono dare voce alle masse e a chi, altrimenti, non sarebbe ascoltato da nessuno. Un esempio è il suo recente commento alla crisi dei rifugiati: un grande stencil fuori l’ambasciata francese di Londra. Il suo anonimato e il suo rifiuto a conformarsi spiegano la difficoltà a inquadrare e definire un artista di tale portata; proprio per questo, non è mai stata esposta all’interno di un museo privato, una rassegna delle sue opere.

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CURIOSITA’ SU BANKSY – Anche se l’artista mantiene il pieno anonimato, si pensa che Banksy sia nato a Bristol nel 1974. Partendo dalla scena metropolitana della città inglese, l’artista, per necessità di creare opere di grandi dimensioni in poco tempo, ha unito il graffiti writing allo stencil, creando il suo stile che lo distingue da chiunque altro. Nei suoi lavori, dai murales alla scultura all’installazione, Banksy esprime un commento satirico, sociale e politico giocando e traendo spunto dal contesto nel quale si trovano le sue opere. La prima mostra dell’artista si è tenuta a Bristol nel 2000 al Severn Shed. Nel 2002, Banksy ha esposto alla 33 1/3 Gallery di Los Angeles e l’anno seguente è stato incaricato di disegnare due copertine all’album Think Tank dei Blur. Il lavoro di Banksy si espande a livello internazionale: lungo la striscia di Gaza, sul versante palestinese, ha dipinto nove immagini. Nell’estate 2009 si “è impossessato” del Bristol Museum & Art Gallery con una mostra che ha attratto oltre 300.000 visitatori. L’artista ha inoltre realizzato un film documentario “Exit Through The Gift Shop”, ottenendo una nomination agli Oscar. Ad oggi, nessuna galleria rappresenta in maniera esclusiva Banksy. Nel 2013 ha realizzato un progetto situazionista a New York chiamato “Better Out Than In”: in una delle varie attività sparse per la città ha venduto le sue tele su una bancarella per $60 USD ai turisti. Il 2015 ha visto l’apertura di DISMALAND: un grande parco a tema da lui rinominato ‘Bemusement Park’, il contrario del parco divertimenti, dove visitatori di ogni età e provenienza sono stati accolti da uno staff depresso e poco collaborativo. All’interno del parco una mostra, curate dallo stesso Banksy, ha riunito artisti di grande rilievo, tra cui Damien Hirst e Axel Void. Nello scorso dicembre Banksy ha poi deciso di trasferire le strutture di Dismaland a Calais per ospitare i rifugiati. In questa occasione ha prodotto una serie di murales, tra cui ‘The Son of a Migrant from Syria’ (‘Il Figlio di un Emigrante dalla Siria’) che raffigura cinicamente Steve Jobs.

TUTTE LE INFO SULLA MOSTRA DI BANKSY A ROMA

SITO UFFICIALE

QUANDO Dal 24 maggio al 4 settembre 2016

DOVE Palazzo Cipolla, Roma, Via del Corso, 320

ORARI Dal lunedì alla domenica, 10.00 – 21.00 Durante il mese di agosto la mostra resterà aperta dale 16.00 alle 21.00

APERTURE STRAORDINARIE Il Museo rimarrà aperto il 2 giugno, festa della Repubblica e il 29 giugno, San Pietro e Paolo, 15 agosto

Per ulteriori informazioni: info@warcapitalismandliberty.org

(Comunicato stampa Fondazione Terzo Pilastro, Italia e Mediterraneo, www.warcapitalismandliberty.org)