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Armikrog, l’avventura punta e clicca da non perdere

Armikrog è in procinto di festeggiare il suo primo anniversario il prossimo 30 settembre, inoltre è fresco di release su PlayStation 4, Wii U e Xbox One dello scorso 23 agosto. Il titolo, sviluppato da Pencil Test Studios e distribuito da Versus Evil, riprende la tanto gloriosa tecnica della stop-motion per creare un’avventura divertente e bella da vedere.

LA RECENSIONE DI ARMIKROG – A volte per risultare originali non bisogna far altro che dare uno sguardo indietro. Tecniche, mode e usi del passato possono dare lo spunto per creare qualcosa di unico e innovativo, o almeno così dovrebbe. Armikrog riesce proprio in questo.

Armikrog, seguito spirituale del gloriosissimo Neverhood pubblicato nel 1996, è un viaggio punta e clicca sul misteriosissimo pianeta Spiro-5, totalmente ricreato con plastilina, dove ogni singolo fotogramma deriva da fotografie reali; un duro lavoro, che abbiamo imparato a conoscere soprattutto negli anni ’90 con cult come Nightmare Before Christmas e Galline in fuga. Tommynaut e il fidato cane mutante Beek Beek devono scoprire, in un mondo desolato e arido, come trovare le risorse per salvare il proprio pianeta a rischio. Parte della missione indaga inoltre la sparizione della popolazione di Spiro-5, attraverso indizi lasciati dagli abitanti che solo il compagno a quattro zampe riuscirà a comprendere.

Enigmi e puzzle sono il pane quotidiano di questo punta e clicca molto particolare nel suo genere, poiché il giocatore non ha alcun indizio o aiuto riguardo l’ambiente circostante, come anche nessun inventario a cui attingere in caso di bisogno; infatti tutti gli oggetti raccolti durante l’avventura saranno utilizzati subito, senza alcuna riserva.

Scelta controversa che a molti puristi, abituati a capolavori come Monkey Island, non è piaciuta e non piacerà sicuramente.
Intuito, occhio e una buona memoria (affiancata forse da carta e penna per andare sul sicuro) saranno le armi più efficaci per potersi muovere in mezzo alle ostilità del pianeta sconosciuto, insieme a Beek Beek che verrà in soccorso del protagonista in sequenze di gameplay nelle zone più impervie e scomode da raggiungere.

Con una splendida colonna sonora composta dal cantautore americano Terry Scott Taylor e grandi voci del doppiaggio come Rob Paulsen (Mignolo e Prof.), l’avventura prende vita con un ritmo avvincente, sebbene duri in media solo 5 ore.

Armikrog, che prende il nome dalla fortezza in cui i protagonisti agiranno nel gioco, si presenta come un gioco stilisticamente unico, che riesce sicuramente ad emergere nel panorama delle avventure grafiche sempre meno amate dal grande pubblico, anche per una certa originalità nelle scelte di gioco e di azione.
Nonostante la sua brevità, con la sua aura surreale riesce a essere godibile e mai fonte di noia, con uno sguardo al passato e con un pizzico di innovazione.

La recensione è di Andrea Ludovici

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