Letteratura

Alice, un’eroina evergreen

Centocinquant’anni di un’eroina più viva che mai

Centocinquant’anni e non dimostrarli: Alice, l’eroina bambina senza tempo ideata da Lewis Carroll un secolo e mezzo fa sta vivendo una nuova, lunghissima stagione di successo, che l’ha resa un’icona dell’immaginario fantastico e non solo, amatissima e grande protagonista al cinema, nei fumetti, nei romanzi, con sempre nuove iniziative a lei legate.

Nelle sale cinematografiche è uscito recentemente Alice attraverso lo specchio, seguito di Alice in wonderland, con non più Tim Burton alla regia, per un coloratissimo viaggio, con venature femministiche e steampunk, alla scoperta del valore del tempo, degli affetti e della propria libertà. Un film per ragazzi e non solo, che completa una rilettura moderna, con al centro una Alice non più bambina, a metà strada tra Jolanda la figlia del corsaro nero e Xena, ben interpretata da Mia Wasikowska, anche se il protagonista di tutta la vicenda resta il Cappellaio matto di Johnny Depp e l’omaggio postumo è al grande Alan Rickman, voce del Brucaliffo, morto poco dopo aver terminato il suo lavoro al film.

alice-movieMa Alice è presente ovunque: i libri di Carroll continuano ad essere proposti in varie edizioni di lusso e tascabili, spesso impreziositi dalle immagini di Arthur Rackham e John Tenniel dell’epoca vittoriana, le fiere del fumetto e eventi simili sono sempre pieni di cosplayer ispirati ad Alice e il film della Disney del 1951, all’epoca un flop, è diventato una pellicola di culto a cui continuano ad essere ispirate linee di gadget di ogni genere.

Ci sono stati e ci sono fumetti su Alice, con disegni più o meno legati alle immagini ottocentesche, c’è stata anche una miniserie su di lei, Once upon a time in Wonderland, e il suo personaggio torna in continuazione.

Alice ispira artisti di ogni parte del mondo e scrittori che rileggono la sua storia: tra le uscite più recenti, occorre ricordare la rilettura gotica dell’italiana Alessia Coppola per la Dunwich edizioni e il seguito contemporaneo di A. G. Howard, di cui è uscito in italiano per Newton Compton il terzo capitolo della serie, Il segreto della regina rossa, con cui si dovrebbero concludere le peripezie di una pronipote della Alice originale.

Ma perché Alice piace ancora così tanto? Certo, i libri originali sono arguti e intelligenti, pieni di significati nascosti e di giochi matematici e verbali, molto lontani dalla letteratura edificante che veniva proposta in epoca vittoriana ai bambini e soprattutto alle bambine. Alice è curiosa, intraprendente, amante delle novità, un po’ ribelle, e questo la rende un personaggio moderno, in anticipo sui tempi per quando fu scritta e oggi all’avanguardia in epoche in cui si vorrebbero riproporre alle giovanissime modelli obsoleti.

Il mondo di Alice si presta a tante suggestioni visive, tra fiabe, gioco delle carte, animali parlanti, abiti ottocenteschi, e non è un caso che sia stata adottata dal movimento gotico e da quello steampunk, anche solo per riletture del suo stile.

La visita ad un mondo incantato ma che è specchio deformato di quello reale resta un tema interessante, che può essere declinato in chiave più adulta e non, senza parlare di seguiti, nuovi viaggi, discendenti e simili che si possono attaccare al suo personaggio.

Pertanto Alice è simbolo di curiosità, voglia di cavarsela, fantasia, arguzia, e forse è per questo che continua a piacere tanto.

Elena Romanello

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