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ABZÛ – Esplorare l’oceano anche su console

La qualità dell’ambiente marino infatti è il vero punto di forza di questo titolo, in cui non di rado chi gioca potrà fermarsi ad ammirare il paesaggio circostante.

ABZÛ, il pluripremiato gioco prodotto dai ragazzi di Giant Squid, arriverà anche in versione fisica per i possessori di PlayStation 4 e XboxOne; non solo quindi i pc-gamer, che tramite Steam hanno potuto provare questa splendida avventura multimediale, potranno esplorare i fondali marini di un vasto oceano.

Rilasciato in agosto, ABZÛ, parola sumera il cui significato è “Saggezza dell’oceano”, è il risultato del grande lavoro di Matt Nava e il suo team, che già con Journey avevano elevato a livelli superiori il concetto di avventura in un videogioco.

Anche con le piattaforme Sony e Microsoft potremmo addentrarci in un vasto oceano che, senza alcuna introduzione o dialogo, ci metterà alla prova con tutta la sua flora e fauna da esplorare.

Non vi saranno infatti guide né sentieri privilegiati da seguire, ma solo il nostro istinto per l’avventura in un mondo ricreato alla perfezione.

La qualità dell’ambiente marino infatti è il vero punto di forza di questo titolo, in cui non di rado chi gioca potrà fermarsi ad ammirare il paesaggio circostante.
Il coinvolgimento totale è fornito da una grande intelligenza artificiale in grado di ricreare in maniera fedele ogni piccolo dettaglio, dal movimento delle alghe al comportamento dei pesci intorno a noi, che potranno seguirci, avvolgerci o attaccarci, in caso di creature più grandi e minacciose.

L’Unreal Engine 4 dà una grossa mano da questo punto di vista, permettendo un ampliamento della gamma dei movimenti che i pesci o l’ambiente possono avere intorno a noi, oltre che a fornire tutte le sfumature cromatiche di grosso impatto ed efficacia.

I vari livelli del gioco ci permetteranno di esplorare la vastità dell’oceano, fatta di spazi ampi come di grotte nascoste che sta a noi scoprire; la durata del gioco dipende proprio da questo ultimo punto: la voglia di nuotare.
In media lungo 2 sole ore, forse il punto dolente del titolo, tale esperienza si può raddoppiare se avremo intenzione davvero di entrare a contatto con ogni creatura presente sul nostro cammino, indagare in ogni anfratto, perlustrare ogni angolo che l’oceano ci mette a disposizione.

Tutto ciò è condito da una colonna sonora, creata dal candidato ai GRAMMY Austin Wintory, che aumenta il grado di coinvolgimento senza quindi risultare mai banale o eccessiva.

Dal prossimo gennaio 2017 anche chi gioca da divano potrà gustarsi un titolo che, per gli occhi e per le orecchie, rappresenta una vera e propria svolta all’interno dell’industria videoludica, già provata dal passaggio di Journey e che con questo titolo potrà arricchirsi di una poesia per controller.

La recensione è di Andrea Ludovici

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